Crisi della democrazia?

Si indica il caso Trump, ma i motivi di debolezza sono altri: dal sistema di suffragio alla rapidità decisionale. Parla Cassese

Crisi della democrazia?

LaPresse/Reuters

Professor Cassese, tutto il mondo è stupito della situazione che si è venuta a creare negli Stati Uniti: come mai una delle democrazie più antiche e più mature ha potuto mandare al vertice una persona tanto inadatta al compito di presidente degli Stati Uniti? E’ una domanda importante, ma non ne va sopravvalutata la portata, sia per l’esistenza in quella democrazia di contro-poteri, che possono controbilanciare e controllare Trump, sia per la resilienza di quell’ordinamento. Ma, nello stesso tempo, non...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    14 Novembre 2017 - 14:02

    Pare evidente che - dal momento e nella misura in cui ogni popolo ha cominciato a perdere in identità ovvero di tipicità dei valori che nell'insieme costituivano "la Patria" - anche i diversi sistemi di governo sono entrati in crisi, per gli stessi motivi: le democrazie per difficoltà a coagulare consensi decisivi, gli autoritarismi per difficoltà ad imporre decisioni sostenute da maggioranze di interessati. Forse vien da rimpiangere le monarchie costituzionali, dove un'autorevolezza unitaria stabile super parte reggeva alla competizione delle diverse fazioni d'interessati. A me pare che - infatti - Trump giochi a proporsi improvvisandosi tipo di líder a seconda di chi si trova di fronte.

    Report

    Rispondi

  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    14 Novembre 2017 - 14:02

    Pare evidente che - dal momento e nella misura in cui ogni popolo ha cominciato a perdere in identità ovvero di tipicità dei valori che nell'insieme costituivano "la Patria" - anche i diversi sistemi di governo sono entrati in crisi, per gli stessi motivi: le democrazie per difficoltà a coagulare consensi decisivi, gli autoritarismi per difficoltà ad imporre decisioni sostenute da maggioranze di interessati. Forse vien da rimpiangere le monarchie costituzionali, dove un'autorevolezza unitaria stabile super parte reggeva alla competizione delle diverse fazioni d'interessati. A me pare che - infatti - Trump giochi a proporsi improvvisandosi tipo di líder a seconda di chi si trova di fronte.

    Report

    Rispondi

  • luigi.desa

    14 Novembre 2017 - 12:12

    L'elezione di Trump a presidente della più potente nazione del mondo è soffio di allegria libertà libertinaggio politico. Se non ci fosse doveva essere inventato e la sorte ci ha fatto grazia. luigi de santis .p.s. La povera Botteri se ne fa una pena ,poverina. Ma può consolarsi con le sue laute prebende.

    Report

    Rispondi

  • mauro

    14 Novembre 2017 - 11:11

    Così Ungheria e Polonia sarebbero come la Turchia del nuovo califfo? Solo perchè ai polacchi e sopratutto agli ungheresi che i maomettani li hanno avuto sul gobbo per secoli, avere l'islam in casa non piace ? E il problema della democrazia è che votano in troppo pochi, mentre se votassero tutti le cose sarebbero meno confuse e incasinate? Per fortuna l'italia resta sempre un grande paese, il cui pensiero è sempre sollecitato da grandi menti, che indicano la via da seguire; che però da settant'anni a questa parte è sempre la stessa, quella verso lo schermo dell'utopia che nasconde il precipizio.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

Servizi