Le inutili ordinanze di Virginia Raggi

Nonostante i divieti, le fontane sono ricoperte ricoperti di bicchieri e cocci. Minimarket, paninoteche e friggitorie ogni giorno più numerose continuano a vendere birre fino all’alba. Questo modo di fare fa sentire i cittadini presi in giro

Le inutili ordinanze di Virginia Raggi

Foto LaPresse

La sindaca Virginia Raggi ha firmato due diverse ordinanze, una per il decoro e la tutela dei monumenti e un’altra per limitare gli effetti della movida notturna. Però nei venti rioni del centro storico sito Unesco, i provvedimenti rimangono inapplicati in quanto non si è predisposto il personale per darne attuazione. La prima ordinanza è stata firmata il 16 giugno ormai quasi un mese fa, volta a tutelare 40 fontane monumentali affinché non vengano usate come piscine o come tavolini per bere e mangiare. Ma solo due di queste, Fontana di Trevi e la Barcaccia a Piazza di Spagna sono presidiate h 24, peraltro da un numero esiguo di vigili a fronte di migliaia di persone. L’ altra ordinanza per gli alcolici è valida dal 7 luglio. Ma anche qui nessun controllo, l’unico presidio sabato scorso in Piazza Campo dei Fiori con gli unici otto agenti presenti a tale scopo in tutto il primo Municipio.

 

Spiegano i vigili che l’applicazione di queste ordinanze visto lo stato di alterazione delle persone, spesso ubriache, genera problemi di ordine pubblico, reazioni violente e quindi serve tanto personale per fare fronte nei singoli luoghi . Ma il Comune non stanzia i fondi di straordinario necessari né sono stati fatti accordi con altre forze di polizia. Cosi gli altri monumenti, le piazze storiche i rioni in cui ogni notte, ma ormai anche di giorno, migliaia di persone si assembrano assediando i monumenti e trasformando i luoghi abitati in enormi locali a cielo aperto con spaccio, risse, rumore e atti vandalici. Casi eclatanti la fontana di Piazza Trilussa, quella quattrocentesca di Piazza Santa Maria in Trastevere, la Fontana dei Catecumeni di Giacomo della Porta in Piazza Madonna dei Monti.

 

Nonostante il divieto, sono ricoperte ricoperti di birre di bicchieri e cocci di vetro. Al contempo minimarket, paninoteche e friggitorie ogni giorno più numerose continuano a vendere birre fino all’alba. Questo modo di fare fa sentire i cittadini presi in giro. Questi provvedimenti limitati nel tempo, oltreché inapplicati, dovrebbero essere inseriti con senso di responsabilità verso il territorio e i cittadini nel regolamento di Polizia Urbana del Comune affinché le persone si abituino a regole stabili applicate con presidi interforze di tutti i luoghi sensibili oltreché con regolari controlli a tutela della legalità e della civile convivenza.

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  • marco.ullasci@gmail.com

    marco.ullasci

    15 Luglio 2017 - 11:11

    Non fatene una colpa alla Raggi. Fa le cose in grande, ma nel solco di una consolidata tradizione italiana: si inaspriscono le pene inapplicate che restano poi inapplicate. Anche perche' la tradizione di infischiarsene delle regole e' cosi' radicata che ci sarebbe la rivoluzione se avendone i mezzi si cercasse di farle applicare. Ficarra e Picone non sono stati particolarmente creativi in "l'ora legale": si sono limitati a raggruppare in due ore sullo stesso schermo quello che accade in un giorno in un piccolo paese italiano. Nel film e' in Sicilia, ma potrebbe tranquillamente trovarsi in Lombardia senza che i comportamenti cambino radicalmente.

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