L’Europa scopre cos’è il populismo a due velocità

Demagogia o fregnacce? Le differenze tra il webmaster d’Italia e la Giovanna D’Arco della Francia

L’Europa scopre cos’è il populismo a due velocità

Foto LaPresse

A un primo sguardo un po’ superficiale, osservando in modo distratto gli schieramenti in campo nei paesi europei in cui si andrà a votare nei prossimi mesi, si potrebbe dire che l’internazionale del populismo, dalla Germania alla Francia passando per l’Inghilterra e l’Italia, è un grande blocco monolitico formato da forze politiche che hanno sfumature diverse, sì, ma che tutto sommato si somigliano le une con le altre. Da Le Pen a Mélenchon. Da Grillo a Farage. Da Petry a...

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    21 Aprile 2017 - 18:06

    Macron come Renzi? Macron ha fondato un partito e si è messo in corsa da solo, l'ex caro premier ha conquistato la segreteria del PD e ha defenestrato Letta: dove sono le analogie? Poi per l'ennesima volta si travisa l'articolo 67 della costituzione, che recita "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". Solo i membri del Parlamento (deputati e senatori) non hanno vincolo di mandato, non ogni eletto. Se la formulazione non piace, si faccia la riforma dell'articolo 67, ma basta stravolgimenti.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    21 Aprile 2017 - 14:02

    Al direttore - Nessuno mette in evidenza il “core”: Marine rappresenta la cultura, la tradizione, il sentire della droite francaise e la Patrie, l’Ortottero nostrano il populismo del “vaffa”. La Marine affronta temi e propone soluzioni in linea con la cultura di provenienza. Possono non piacere, ci mancherebbe, ma hanno dignità politica. L’Ortottero è un mix di Masaniello. e Ciceruacchio, populismo di pancia allo stato puro. Se l’alternativa all’Ortottero fosse un Mélenchon nostrano, voterei Mélenchon. Ma poiché da noi non c’è, voterò Centrodestra.

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  • giantrombetta

    21 Aprile 2017 - 08:08

    Complimenti per l'analisi acuta e coraggiosa. Mi tormenta il pensiero di una sinistra democratica e a suo dire riformista che per decenni ha combattuto una guerra spietata anche con armi non politiche per abbattere Berlusconi ed il pericoloso berlusconismo per poi trovarsi a fare i conti con i pericoli veri e letali del grillismo, senza aver consapevolezza di avergli aperto l'autostrada. Non le pare un tantino grottesco che i più avveduti eredi di quella sinistra ferocemente antiberlusconiana oggi si augurino di poter contare su un'affermazione elettorale di Berlusconi per arginare lo tsunami grillino? Meno male che Berlusconi c'e' titola Il Foglio con acuta arguzia. Fa una certa impressione che l'invito a cantarlo abbia come primi destinatari coloro che hanno speso la vita a far si' che Berlusconi non ci fosse per sempre, con tutti i mezzi leciti e non.

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