L'addio di Renzi al governo. L'Italia ha votato No. L'infografica

Il No vince con il 59,1 per cento. Il Sì fermo al 40,9 per cento (ma prevale tra gli elettori all'estero). Partecipazione altissima, superiore alle aspettative e agli ultimi appuntamenti referendari

Sì o No? L'Italia ha deciso. Renzi parla a mezzanotte

Scrutatori al lavoro sulle schede elettorali arrivate dall'estero (foto LaPresse)

 

Il No si è affermato in modo netto al referendum sulla riforma costituzionale. Nei 61.551 seggi italiani, il No ha ottenuto 19.419.507 voti (pari al 59,1 per cento), il Sì 12.432.208 voti (pari al 40,9 per cento). Le schede bianche sono state 74.120, quelle nulle 187.778. Le schede contestate e non assegnate 1.228. Per quanto riguarda gli italiani all'estero, la Farnesina comunica che l'affluenza è stata del 30,89 per cento degli aventi diritto. I dati definitivi dello spoglio del voto degli italiani all'estero vedono il Sì superare in No con il 64,70 per cento (722.672 voti) e il No fermo al 35,30 per cento (con 394.253 voti). Nelle quattro ripartizioni (Europa, America settentrionale e centrale, America meridionale e Africa, Asia, Oceania Antartide) gli elettori erano 4.052.341. La partecipazione al referendum è stata molto inferiore rispetto all'affluenza record che si e' registrata in Italia: poco sopra il 30 per cento in tutte le ripartizioni, eccetto l'America meridionale dove si e' attestata qualche frazione sopra il 25 per cento.

La partecipazione al voto è stata altissima, superiore alle aspettative e agli ultimi appuntamenti referendari. Il dato definitivo sull'affluenza alle urne è del 68,48 per cento, un dato notevole, considerato che al referendum costituzionale del 2001 l'affluenza fu del 23,9 per cento e a quello costituzionale del 2006 fu del 22,4 per cento. Per trovare percentuali simili bisogna tornare ai referendum di inizio anni Novanta, dal chiaro significato politico. Così come è politico anche questo voto sulla riforma costituzionale voluta dal governo Renzi, e attorno alla quale lo stesso premier ha voluto giocarsi tutto.

[23.14] Il leader della Lega Matteo Salvini ha parlato subito, "sfidando la scaramanzia". Ha detto che, se si confermeranno gli exit poll, sarà una "grande vittoria del popolo italiano contro tutto e contro tutti" e chiesto le immediate dimissioni di Renzi. 

[23.17] Dal Pd, il portavoce Lorenzo Guerini ha rimandato ogni commento alla conferenza stampa di Matteo Renzi da Palazzo Chigi prevista tra circa un'ora.

[23.30] Il commento video del direttore Claudio Cerasa

[23.42] Anche i secondi exit poll confermano i primi: No avanti e tra il 55 e il 59 per cento. Il Partito democratico ha convocato per martedì una direzione nazionale straordinaria. La prima proiezione dà il Sì al 40,8 per cento e il No al 59,2 per cento.

[23.46] Parla Renato Brunetta, capogruppo alla Camera per Forza Italia: "Grande vittoria della democrazia, quello italiano è un popolo che non si fa comprare", ha detto, chiedendo le dimissioni immediate del premier Renzi ma non le elezioni: "Il Pd indichi un nuovo presidente del Consiglio e governi".

[00.01] Il presidente del Consiglio commenta su Twitter l'esito parziale del referendum:

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Commenti all'articolo

  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    05 Dicembre 2016 - 17:05

    ...e l’attuale Senato (quello dove dovrà discutersi la legge di bilancio approvata alla Camera: Ah!Ah!Ah!) per non so bene cosa. E poi, il Sud: il locomotore del cambiamento. E poi, il Sud: il locomotore del cambiamento. Aggiungete l'effetto-Angelino sulla destra leghista e, a ben vedere, 59 a 41 è pure poco. Anzi, io mi preoccuperei di quel 41.

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  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    05 Dicembre 2016 - 10:10

    Un (1) trattamento pensionistico erogato ogni 3,3 abitanti -ed ogni 2,7 elettori-; circa tremilioni (3.000.000) di buste paga statali nonché la macchina sindacale antijobact (rectius: antitutto) in buona compagnia con l’esercito dei No Tav, No Trivelle, No Nucleare e No Tutto. La sempre immacolata quota di sapienti esegeti della difesa della Costituzione Antifascista. Una spolverata di “democrazia in pericolo” ad opera dei “poteri forti” (quelli che hanno fatto “vincere” la Clinton: Ah!Ah!Ah!). La massiva demagogia pentastellata del “taglio dei costi” che non è mai sufficiente. Una bella dose di “popolo delle famiglie” convinto (beato lui) che l’attuale assetto garantisca la migliore tenuta sui temi etici e, ancora, uno schieramento di sinceri e appassionati difensori di ciò che residua dell’ethos cattolico-popolare italiano e che, immemori del brocardo “corruptio optimi pessima”, hanno scambiato i Caf (i caf!!!) e le Provincie (le provincie!!!) per “corpi intermedi” e l’attuale S

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  • Alessandra

    04 Dicembre 2016 - 23:11

    Mi ripeto , l'immigrazione incontrollata ha impedito a tanti di destra di votare si

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