Vicesindaca ombra

Carmela Rozza, l’assessore senza paura che tiene ancorata la sinistra alla vocazione “sicurezza”

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Carmela Rozza

"Hai parlato con Carmela?”. Difficile che chi la conosce la chiami per cognome, l’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza. Il suo è un personaggio a parte, nel panorama milanese. Ha mille soprannomi. “La barelliera”, la “fumatrice”, “l’artista”. Ognuno di questi ha un pezzettino di verità. Fuma, tenendosi il posacenere in borsetta; effettivamente con il pennello si produsse in un’opera d’arte ai danni dell’auto di un maleducato in sosta vietata. Viene dall’ospedale San Giuseppe, dove lavorava come infermiera. Ci ritorna a prendere linfa, segnalazioni, battaglie da combattere e, quando arriva la tornata elettorale, pure una valanga di voti (nel 2016 prima nelle preferenze, per le donne).

 

Oggi la si potrebbe definire tranquillamente “il perno”, poiché tiene ancorata la giunta e Beppe Sala a una idea di sicurezza che la zona sinistra della maggioranza fa sempre fatica a digerire. Lei garantisce, loro fanno buon gioco, a denti stretti. Un ruolo delicato, la Sicurezza: senza particolare “portafoglio”, ma altamente simbolico sul lato sociale. Il pilastro “a destra” di quel “modello milano” di cui il Welfare è quello di sinistra. Del resto, Carmela è donna che non cambia idea proprio per niente. Socialista quando essere socialista era un problema. Dialoga con Cl quando dialogare con Cl è visto come un problema.

 

Anti-giustizialista viscerale quando tutti tirano le monetine. Parla di periferie quando gli altri badano alla finanza. Prende il posto di Lucia Castellano ai Lavori pubblici e si mette a riparare le buche come se non ci fosse un domani. Vorrebbe l’assessorato alla Casa, il suo vero pallino, ma la Sicurezza le va benissimo: fa uscire la polizia locale ovunque, incoraggia gli agenti. E non si intimorisce neppure un po’. Dopo aver sfilato per due ore accanto a Sala, alla marcia del 20 maggio, con i centri sociali che la contestano, torna a casa e scrive su Facebook: “Sono stata attaccata sia da destra sia da sinistra e siccome, si sa, la verità sta nel mezzo, vuol dire che stiamo operando nel modo giusto”. Manco fosse la Madonnina milanese del Patto del Nazareno. Majorino risponde: “Centrosinistra, via, non proprio mezzo mezzo”. Dopo il blitz in Centrale lei elogia le forze dell’ordine, con Sala che brontola, e sostiene Minniti. Quando Hosni accoltella l’agente e i carabinieri, gli altri si precipitano su Facebook, lei si attacca al telefono con il Questore. “Sai, questione di priorità”, ti dice al telefono. Operativa, sempre più centrale. 

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Commenti all'articolo

  • perturbabile

    28 Maggio 2017 - 10:10

    Una sostanziale in mezzo agli usuali, dunque. Allora dico: brava!.

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