A Medjugorje!

Arriva il Papa, ma intanto non si fermano i pellegrini. E ci trovi i vip, i nobili, i nomi che non diresti

A Medjugorje!

Vicka Ivankovic, la veggente di Medjugorje (foto LaPresse)

Quasi 10 ore di viaggio in auto per percorrere 997 chilometri. Decisamente più scomodo che andare al Parco di Monza per la messa di Papa Francesco, sabato prossimo. Quel Papa argentino e devotissimo a Maria, ma che sulle apparizioni della Madonna della Bosnia-Erzegovina ha espresso più d’una volta dubbi. Medjugorje, partendo da Milano, te la devi conquistare. Ma nonostante fatiche e dubbi, il popolo dei pellegrini non sembra diminuire. Da Milano si muovono in tantissimi, viaggi organizzati ma anche fai-da-te, senza dare nell’occhio. Eppure non sono pochi i milanesi in vista che si sono lasciati conquistare. “Non mi pronuncio sulle apparizioni – racconta Roberto Formigoni – ma non c’è dubbio che sia un luogo di grande devozione: si va per pregare, convertirsi, chiedere la grazia. Trovi le persone che hanno fede vera e per me è stato un momento di vita importante dove vedi la chiesa gremita 24 ore su 24, dove affronti l’ascesa al monte con le stazioni della Via Crucis accanto a gente con gravi problemi”.

 

Si torna con opinioni diverse. “Non ne ho ricevuto un’impressione positiva – spiega Alfonso Signorini, direttore di Chi – nonostante sia naturalmente attratto dai luoghi di fede perché ho fede. Vado a Lourdes 3-4 volte all’anno e là è un’altra cosa. A Medjugorje c’è grande confusione, una macchina organizzativa che mi ha urtato. Non c’è raccoglimento, sembra di stare a Gardaland”. Diametralmente opposte le sensazioni della contessa Isabella del Bono, artista artigiana di gioielli araldici. “Sono andata più volte, per me è un luogo magico di grande spiritualità: tutti ci sono, dai più semplici ai più ricchi per lo più con problemi e cercano conforto. Mie compagne di viaggio Maria Pia Montanari e Eleonora Frescobaldi. Là ho trovato anche una delle sorelle Fendi”. Son partite da Milano anche Simonetta De Gresy, Sara Tommasi e il pittore e collezionista Guido Peruz. Ma pure l’imprenditore (top secret) partito scettico in Maserati che all’ultimo giorno si è inginocchiato piangendo davanti a un’immagine. Chissà se saranno tutti dal Papa, tra una settimana.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    18 Marzo 2017 - 15:03

    Il Cristianesimo è una chiamata per nome, un'adesione personale totalizzante ma sempre libera e autonoma, è un graduale - anche se sempre difficile e ribelle - conoscere Dio che si rivela confermando la più autentica e profonda natura umana: l'aspirazione all'assoluto. Per questo sfugge sempre dai canoni e dai parametri consueti e materiali, contraddicendoli. Le beatitudini, l'amore oblativo, dare anziché prendere, la certezza di una vita piena felice ed eterna già pregustata quaggiù seguendo il Vangelo e la buona guida dei Comandamenti, la croce come superamento del soffrire e del morire. Solo nella faccia del cristiano autentico, dei Santi, si legge la più naturale, serena e autentica gioia di vivere. Il Bene.

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