(foto LaPresse)

I taxi vanno, il pm10 sale ma si parla solo di Green Carpet Fashion Awards

Paola Bulbarelli

A Milano, puntuale, è tornata la moda 

La moda è arrivata a Milano, puntualmente. Ci hanno ripensato perfino i taxi, dopo qualche sbuffo: meglio non perdere una settimana di intenso lavoro (70 sfilate e 88 presentazioni sparse per tutta la città). Pronti via ieri. Un business, lo ha ricordato Michele Scannavini, presidente dell’Ice, da 62 miliardi di esportazioni, il 15 per cento del totale delle esportazioni italiane. Meglio il casino per le strade, meglio i ristoranti pieni, gli alberghi full. Meglio Milano che vive intensamente anche se l’inquinamento sale, sale. Picchi storici, centraline che saltano. Chissenefrega. In compenso le anime belle ti parlano di sostenibilità, di moda che non deve inquinare. Argomento trattato alla grande nel Ridotto Toscanini alla Scala, sala gremita di giornalisti e televisioni, tutti a vedere e ad ascoltare Livia Firth, bella e italiana moglie del premio Oscar Colin, ambientalista convinta,  sostenitrice dell’eco-friendly e di una moda green completamente sostenibile.

 

“Molti lo considerano una cosa frivola – spiega – ma tutti noi ci vestiamo e il settore ha un impatto incredibile: è la seconda industria al mondo più inquinante, dopo quella petrolifera”. Tradotto in soldoni, Livia Firth, direttore creativo di Eco Age, ha presentato con Carlo Capasa (presidente Camera Moda) e Scannavini, l’Oscar della moda sostenibile (The Green Carpet Fashion Awards 2017 in calendario per la settimana della moda di settembre) che avrà proprio la Scala quale cornice di un hollywoodiano red carpet. Non poteva esserci luogo migliore del Piermarini per onorare stilisti e grandi brand quali Fendi, Giorgio Armani, Gucci, Prada, Valentino che, a quanto pare, credono nella moda che non inquina. “Questo sarà il primo evento mondiale dedicato alla moda sostenibile e ho sempre pensato che sostenibilità è sinonimo di italianità. Un patrimonio che deve essere sviluppato sui valori di protezione ambientale e di giustizia sociale”. Il concorso, cui potranno partecipare designer emergenti verrà lanciato a marzo.

 

Attorno ai grandi eventi, tornano dimore e palazzi. E c’è più di un motivo. Kristina Ti ha scelto Palazzo Bovara, sale affrescate, atmosfera raccolta, di casa. “Me ne sono innamorata subito – dice – in un palazzo c’è il mondo reale non come in certe scatole come se non ci fosse nulla nella vita. Bisogna essere concreti: la mia è un’azienda famigliare, sto in piedi se vendo e la Camera della moda mi costringe a sfilare fuori dal calendario perché mi assegna sempre orari e giornate assurdi”.

Di più su questi argomenti: