Sempre di più con Israele

Tutte le firme di adesione all'appello del Foglio contro l’Unesco che vuole cancellare la storia e le radici del popolo ebraico

Sempre di più con Israele

Una manifestazione in solidarietà con Israele a Roma (foto LaPresse)

Di fronte alla delegittimazione di Israele da parte dell’Unesco è opportuno che i ministri di questo governo, i loro collaboratori, e i grandi intellettuali italiani facessero proprio l’appello che nel 1974, un anno dopo la guerra del Kippur, scelsero di sottoscrivere alcuni pezzi grossi della cultura italiana. In ballo, oggi come ieri, c’era il rapporto tra Israele e Unesco e lo firmarono in tanti. Ignazio Silone, Carlo Casalegno, Arnoldo Foà, Vittorio Gassman, Franco Lucentini, Eugenio Montale, Giovanni Raboni, Leonardo Sciascia, Giorgio Strehler e Franco Zeffirelli. L’appello era questo. “L’Unesco è un organismo delle Nazioni Unite che ha per compito quello di difendere l’educazione, la scienza, e la cultura. Quanto è avvenuto rappresenta una perversione: uno stravolgimento del suo ruolo. I sottoscritti rifiutano di collaborare a questo organismo sino a che non abbia provato nuovamente, nei riguardi di Israele di essere fedele ai propri fini”. Quell’appello lo riproponiamo sul nostro giornale. E non è un appello di circostanza, ma per evitare che vada a segno quello che è l’obiettivo neppure troppo mascherato dell’Unesco di oggi: cancellare lo Stato ebraico, a partire dalla sua storia.

  

Per aderire al nostro appello invia una email all’indirizzo vivaisraele@ilfoglio.it

   


    

Reputo stupefacente che il mondo giornalistico e parlamentare italiano sia concentrato su uno stabilimento balneare a simbologia fascista e su disegni di legge volti a perseguire penalmente chi distribuisce gadget o fa il saluto romano e non si parli invece della questione gravissima giustamente sollevata dal Foglio riguardante il deliberato dell’Unesco che toglie a Hebron ogni rapporto storico e ideale con l’ebraismo. Su questo nodo si dovrebbe concentrare l’attenzione e forse anche si dovrebbe pronunciare il nostro governo e comunque tutte le forze politiche di centro, di destra e di sinistra, invece di inseguire i bagnini colorati di nero.

Fabrizio Cicchitto

    

Aderisco all'appello da rivolgere all’Unesco affinché smetta di privare gli ebrei della loro storia e della loro terra.

Barbara Il Forte

  

Aderisco e vi ringrazio di farvi promotori contro questa ennesima condanna contro Israele e contro la nostra storia. Cordiali saluti.

Stefano Segre Ovazza

   

Caro direttore, a Firenze una delegazione di Sì Toscana a sinistra ha organizzato un convegno dal titolo emblematico: “1967 – 2017 Palestina: 50 anni di occupazione militare. E’ tempo di giustizia e libertà”. Ma senza Israele quel convegno forse non sarebbe stato possibile. Non sarebbe possibile concepire il nostro mondo così com’è, libero. Se cade Israele seguiranno come un domino Europa e America del nord.

Jori Diego Cherubini

   

Gentile Redazione,

aderisco alla iniziativa portata avanti dal vostro giornale. Voglio sottolineare la mia indignazione per l’iniziativa sciagurata dell’Unesco, un organismo che dovrebbe essere al di sopra delle parti e invece è diventato un megafono di propaganda anti Israele e antisemita. Con stima,

Eugenio Bacchini

   

Condivido la vostra campagna e la giusta indignazione d’Israele. Mi chiedo come possa il nostro governo (ne avessimo uno!) limitarsi all'indifferenza. Cordiali saluti,

Roberto Fezzi

   

Aderisco! Contro la mistificazione storica. Contro la mai finita aggressione allo stato di Israele.

Marco Medeghin

    

Aderisco all’appello convintamente, basterebbe leggere la Bibbia e conoscere la storia!

Maria Rondolino

   

Sono anche d’accordo nel chiedere al Governo italiano di tagliare i fondi all’Unesco perché quest’organizzazione è indegna di rappresentare la cultura nel mondo.

Anna Borioni

   

Sottoscrivo l’appello contro l’Unesco. Sono un cittadino italiano che si vergogna dell’orgogliosa rivendicazione da parte del Governo dei 54 siti Unesco e in cambio tace sulla delegittimazione di Israele.

Claudio Felli

   

Ho letto con grande commozione e sgomento su “Informazione corretta” gli articoli del 10.7.2017 di Cerasa e Battista sul negazionismo antisemita dell’Unesco. Vi scrivo per comunicarvelo. Ero rimasta al Monte del Tempio e al Muro del Pianto, ma vedo che non gli basta. Basterebbe essere andati a catechismo per non fare quello che sta facendo l’Unesco. Scrivo anche per dare formalmente la mia adesione all'appello contro l’azione antisemita, antiebraica e antiisraeliana dell’Unesco.

Antonella Dessì

   

Aderisco al vostro appello: grazie di esistere, amici del Foglio. Mi sento meno solo! Viva Israele!

Michele Migliori

  

Pieno sostegno ad un’altra, purtroppo necessaria iniziativa del Foglio.

Am Yisrael Chai

  

Ennesima buffonata all’Unesco che è ormai diventata un’agenzia, come altre all’Onu fra cui Unhcr, Unrwa e Unwrc che hanno il solo fine di delegittimare e demonizzare Israele, falsificando la storia e la tradizione e propagandando vili menzogne. Come con la mozione su Gerusalemme l’anno scorso, le tombe dei patriarchi a Hebron vengono assegnate all’Islam e agli arabi. Siamo alla farsa. I signori Gentiloni e Franceschini sviluppino una spina dorsale velocemente e dissocino l’Italia da questa inutile agenzia antisemita il prima possibile. Chi collabora e chi tace è responsabile.

Enrico Marangon

  

Con la presente e-mail, intendo aderire all’appello contro l’Unesco, che vuole spazzare via la storia di Israele, per motivi puramente ideologici, e senza alcun rispetto della storia e del radicamento degli ebrei nella loro terra; a favore di alcuni stati islamici, i quali hanno come unico obbiettivo la distruzione dello stato di Israele!

Vito Facciolla

   

Aderisco all’iniziativa di sostegno a favore di Israele, unica nazione democratica in Medio oriente! Contro la prepotenza e le pretese antistoriche dei pronipoti dei predoni beduini che occuparono e distrussero i territori di Israele dopo la dispersione del popolo ebraico causata dai romani!

Mario Calcagni

  

Per chi ha letto e amato George Orwell e Oriana Fallaci, le ripetute sentenze di morte dell’Unesco contro Israele sono evidenti quanto insopportabili contraffazioni. Nazismo o estremismo islamico? Non contano le sfumature, ma il succo: uno sfrontato attacco contro la storia e la civiltà occidentali.

Wanda Riccitelli

   

Sottoscrivo il vostro appello e manifesto tutta la mia angoscia per l’antisemitismo che cresce intorno a noi.

Pia Costantini

Aderisco ovviamente, pur non essendo né intellettuale, né politico, ma solo una casalinga di Milano. Cordiali saluti,

Anna Ryden

   

Sono felici di sostenere la campagna per la difesa di Israele e della sua storia. Ringrazio il Foglio per l’iniziativa.

Adelio Zampini

Come si fa a negare l’olocausto cioè i 6 milioni di ebrei uccisi nei lager nazisti? Significa ignorare la storia. Firmo indignata questo appello.

Eloisa de’ Santis

  

Con questa mail aderisco al vostro appello. “E così questa storia non finirà su una tomba che un giorno andremo memori a visitare. Perché il fumo che sale dai forni crematori obbedisce come ogni altro fumo alle leggi fisiche: le particelle si accumulano e si disperdono al vento che le sospinge. L’unico pellegrinaggio possibile sarebbe, stimato lettore, contemplare di tanto in tanto con malinconia un cielo di temporale”. (L’ultimo dei Giusti). Mi auguro che a Israele non rimangano solo temporali.

Gaia Pinotti

  

Sottoscrivo con entusiasmo l’appello del Foglio sull’Unesco contro la delegittimazione di Israele e sono d’accordo nel dichiarare Israele patrimonio dell’umanità.

Salvatore Indelicato

  

Tutti dicono Viva israele

Centinaia di firme dei nostri lettori per dire basta all’Unesco che vuole cancellare la storia e le radici del popolo ebraico

   

Forse che l’Unesco serve a qualcosa? Se non a delegittimare Israele e a distruggere gli ebrei dal punto di vista culturale? Poco più di 70 anni fa a Cracovia si perpetrò l’annichilimento fisico degli ebrei, oggi nel 2017 nella stessa città si perpetra l'annichilimento culturale degli ebrei. Se li tenga, l’Unesco, i riconoscimenti dei siti italiani. A cosa ci servono? Non siamo in grado neanche di tutelare una delle più antiche culture del mondo, quella ebraica, e pretendiamo di preservare i nostri beni culturali. Boicottiamo l’Unesco!

Davide Montanari

   

Condivido lo spirito dell’appello, ovvero la necessità che lo stato di Israele non sia continuamente messo in discussione, per non dire minacciato di distruzione non solo fisica ma anche culturale.

Pierangelo Masarati

   

L'antisemitismo non muore mai, l’Unesco dovrebbe vergognarsi e considerare quanto è ridicolo oltre che scandaloso il suo atteggiamento. Grazie come sempre al Foglio di stare con Israele. Un cordiale saluto,

Elisa Novarese

   

Desidero sottoscrivere l’appello per sostenere Israele nei confronti di un organismo quale l’Unesco che si è autodelegittimato.

Pier Giuseppe Greco

   

Condivido appello del Foglio, soffrendo per quel che vedo accadere contro Israele.

Bruno de Paola

  

Aderisco a questo appello. Se continuasse questo inaccettabile atteggiamento, credo che al nostro Paese rimarrebbe una cosa da fare: uscire dall’Unesco.

Ernesto Nobile

  

E’ l’Unesco, un organismo che si delegittima da solo, che sarà spazzato via come tutti gli altri nemici d’Israele di turno. Hevron, Gerusalemme e il kotel, il muro occidentale come il Monte del Tempio, rimarranno sempre luoghi appartenenti al popolo ebraico e patrimonio d’Israele. Israele con i suoi luoghi sacri rimarrà sempre unita. Simy Elmaleh, Shalom Elmaleh,

Naar Israel

   

Aderisco alla vostra lodevolissima iniziativa e mi chiedo fino a quando Israele, l’unico baluardo di civiltà nel Medio oriente, dovrà sopportare questi insulti.

Rosa Colacino

    

La negazione e stravolgimento della Storia è un delitto contro la cultura - e quindi contro le libertà basilari dell'uomo - che è obbrobrioso veder praticata proprio dall’Unesco. Non si tratta meramente di un sopruso, in questo caso a Israele e agli ebrei di tutto il mondo, ma di un sopruso all’intera umanità, nessuno escluso. Desidero ardentemente che il mio governo si faccia parte diligente nel difendere la mia libertà insieme a quella di chiunque ed espleti in futuro ogni azione che gli sia possibile per prevenire simili attentati a un diritto fondamentale quale è quello alla conoscenza.

Giovanni Mesini

   

Aderisco alla campagna da voi propugnata contro l’orribile (e purtroppo non incredibile) decisione dell’Unesco. Ci chiediamo continuamente perché il Medio Oriente sia una polveriera e poi non difendiamo attivamente l'unico regime democratico nella regione.

Marco Arvati

   

Aderisco con grande determinazione all’appello di grandi intellettuali italiani impegnati nel disconoscere la validità di vergognose decisioni dell'Unesco. Israele ha bisogno della vicinanza di Popoli e Paesi illuminati: ora è sola in questa lotta per affermare le proprie origini che tanti vorrebbero cancellate per sempre. Il nostro governo faccia sentire la voce di chi vuole ripristinare la verità storica.

Maurizio Zannini

    

Importante e significativa la vostra campagna per Israele. Sempre accanto ad Israele. Sempre! Grazie Foglio.

Trutalli Roberto

   

Aderisco anch’io all'appello del Foglio contro le delibere antisemite e persecutorie dell’Unesco contro gli ebrei negando la storia plurimillenaria di collegamento con Gerusalemme e Hebron.

Roberto Camiz

   

Una decisione vergognosa, senza senso. Cancellata la storia e la realtà. Viva Israele.

Tiziana Alvari

     

Rifiuto di prestare sostegno e rispetto all’Unesco “sino a che a che non abbia provato nuovamente, nei riguardi di Israele di essere fedele ai propri fini”. Sono preoccupata perché secondo la logica perversa con la quale da tempo l’Unesco affonda ed umilia Israele, potrebbe un domani proporre il baccalà vicentino come piatto D.O.C. della cucina palestinese. In questo caso mi sentirei violentata tre volte, come ebrea, come vicentina e come Cittadina del mondo.

Paola Farina

    

Aderisco all’appello contro l’Unesco che vuole spazzare via la storia d’Israele, recidere le radici ebraiche degli ebrei è come la shoah.

Elio Cabib

      

Qualche anno fa durante un viaggio in Israele ho visitato la tomba dei Patriarchi a Hebron, e essendo cristiana e non ebrea ho potuto visitare anche la parte musulmana. Se non avessi visitato questo meraviglioso paese avrei ancora qualche pregiudizio. Non è così per cui “viva Israele”.

Graziella Tacchini

    

Voglio aderire all’appello all’Unesco contro la delegittimazione e la voglia di cancellare Israele dalla faccia della terra. Lo stato d’Israele deve continuare ad esistere.

Marina De Angeli

    

Con la presente aderisco all’appello contro l’Unesco in merito alla supposta “sovranità dell’Islam e dei Palestinesi (esistevano a quel tempo?) sulla tomba dei patriarchi ad Hebron”.

Michele Sciam

  

Egregio direttore,

aderisco con convinzione all’appello contro la decisione dell’Unesco di cancellare il legame tra La Tomba dei Patriarchi di Hebron e l’ebraismo tentativo che fa trasparire il fine di delegittimare Israele cancellandone la sua storia.

Michele Borserini

   

Cari amici e amiche de Il Foglio,

vi ringrazio per aver lanciato questo appello alla chiarezza sul ruolo dell’Unesco, alla difesa delle ragioni dell’esistenza di Israele e al rispetto della verità storica contro strumentalizzazioni ideologiche e “teologiche”. Sottoscrivo convintamente l’appello, che riproduco in calce alla presente lettera di adesione. Grazie ancora, per questo e per le battaglie che conducete ogni giorno.

Giuseppe Cecere

   

Aderisco alla campagna del Foglio contro le assurde scelte antisemite di un’istituzione screditata come l’Unesco.

Andrea Cerini

   

Sempre al fianco di Israele presidio di civiltà, democrazia, diritti. Grazie.

Ciro Reginella

   

L’Unesco sta superando tutti i limiti della decenza. In Polonia fu perpetrato un massacro che sterminò oltre i nove decimi degli ebrei polacchi. Basta con le follie dell’Unesco.

Annalisa Neviani

   

Caro direttore,

aderisco all’appello da lei lanciato contro il vergognoso tentativo dell’Unesco di cancellare i millenari legami con l’ebraismo di siti come le tombe dei Patriarchi ad Hebron e il Monte del Tempio a Gerusalemme. Israele non è una “forza occupante”, ma è l'unico stato democratico del Medio oriente e continua a difendersi sin dalla sua nascita, nel 1948, dalle aggressioni dei paesi musulmani circostanti e dagli attentati dei terroristi palestinesi a partire dall’Olp di Arafat fino a giungere ad Hamas ed Hezbollah; paesi e terroristi che ne negano il legittimo diritto ad esistere come sancito dall'ONU nel 1947 come compimento di quanto stabilito da Lord Balfour nel 1917. Israele non va lasciato solo e da Israele dobbiamo imparare come combattere lo stesso terrorismo musulmano che ha causato centinaia di morti in Europa in questi ultimi anni. Cordiali saluti,

Luca Berardi

   

Aderisco volentieri all'appello contro l’Unesco che vuole cancellare la storia di Israele. Invito inoltre l’Unesco a occuparsi di cose cui è stato deputato a occuparsi, altrimenti questa organizzazione ormai inutile (come tutte le organizzazioni referenti all’Onu, che servono solo a drenare denaro) rischia di scadere nel ridicolo alla stregua di un’operetta di avanspettacolo. Cordiali saluti,

Antonio Saccone

   

La storia del Popolo Israeliano è una storia millenaria, intrecciata indissolubilmente con il territorio che adesso l’Unesco vuole negare. Stiamo assistendo a una forma di negazionismo storico e culturale, dai risvolti preoccupanti. Il pregiudizio antisraeliano è una vera e propria forma di razzismo e per questo va combattuto.

Federico Resler

   

Aderisco con entusiasmo, viva Israele, radice dell’“olivo buono” (Lettera ai romani, 11, 24.) e della nostra cultura giudaico cristiana.

Francesco Mengozzi

   

Sottoscrivo anche io l’appello all’Unesco. Il muro del pianto e la tomba dei patriarchi appartengono agli ebrei, negarlo è vergognoso. E di certo è un attacco contro Israele.

Valentina Preta

   

In attesa che l’Unesco decreti che Gesù era un profeta di Allah e che il Vaticano è un luogo santo di pertinenza araba, aderisco pienamente e convintamente all’appello del Foglio.

Giovanni De Merulis

  

L’Italia tutta dovrebbe prendere le distanze da questa ennesima iniziativa scellerata dell'Unesco e il governo Gentiloni dovrebbe esprimere con forza il nostro disappunto.

Carla Noya

      

Partecipo con grande entusiasmo alla campagna anti diffamatoria del Foglio a favore del glorioso Stato di Israele. “Le libertà dell'occidente si difendono sotto le mura di Gerusalemme”.

Giancarlo Iemma

     

Aderisco all’appello in favore di Israele e contro il comportamento dell’Unesco. Mi vergogno un po’ di certi slogan gridati molti anni fa nei cortei, ma allora ero molto giovane. Purtroppo c’è chi ripete gli stessi concetti oggi, non solo ragazzi che non hanno letto nulla ma alti organismi internazionali.

Guido Salvini (giudice del Tribunale di Milano)

 

Aderisco all’iniziativa del Foglio contro la risoluzione dell’Unesco. Per l’ennesima volta vogliono cancellare il legame biblico di Israele con quella terra, cancellando la storia stessa, in questo caso il millenario legame biblico di Israele con Hebron. L’ignoranza di quelli che prendono queste decisioni non ha limite. continuando così, tra poco anche la Bibbia potrebbe essere eliminata. Poveri noi, dove andremo a finire!

Andie Basana

 

Sono cattolica ma ho un grande rispetto ammirazione e gratitudine per Israele, la sua storia, la sua cultura e la sua religione e sono segnata per la crassa ignoranza ancora una volta dimostrata dall’Unesco, che dovrebbe promuovere l’educazione e la civiltà. E’ paradossale la sua posizione nei riguardi di Israele.

Rosaria Magistri

     

Senza Israele è geopoliticamente a rischio la civiltà occidentale.

Guido Roberto Vitale

    

Cari foglianti,

aderisco convintamente all’appello contro l’Unesco e le sue politiche antisemite. Quando ci si sarà bisogno di combattere in difesa di Israele, baluardo di libertà e democrazia (e temo che occorrerà farlo tra non troppo tempo), mi auguro che saranno tanti gli occidentali a non chiedersi se “vale la pena morire per Danzica”. Cordiali saluti,

Massimo Gaia

    

Aderisco all’appello del Foglio riguardo all’ennesima decisione dell’Unesco di cancellare la presenza e il patrimonio ebraico, questa volta, a Hebron in riferimento alla Tomba dei Patriarchi. Una decisione scellerata che dovrebbe mobilitare tutte le coscienze e gli “intellettuali” della società civile di fronte a quella che si può e si deve ritenere un’usurpazione nei confronti della cultura e della spiritualità del popolo ebraico. Sono fortemente indignato.

Yoram Ortona

    

Condivido di neutralizzare l’Unesco che sta dimostrando di stravolgere la storia. Non ha più senso che esista quando non sa proteggere nessuna verità storica. La storia è storia e non si può cambiare come piace. Ciò che fa l’Unesco è odio becero contro Israele, contro gli ebrei sparsi nel mondo e contro la verità storica, e tutto per proteggere la malafede dell’Islam che vuole impossessarsi del mondo. Ponete una fine a questo scempio.

Sandra Nahum

   

Mi appello affinché l’Unesco ritorni sui suoi passi riguardo alla vergognosa decisione di cancellare le connessioni millenari del popolo ebraico con Gerusalemme ed Hebron. Hebron e Gerusalemme sono nate ebraiche ancor prima che esistesse l’Islam e l’Unesco con una semplice alzata di mani sta riscrivendo la storia millenaria di questi luoghi sacri per gli ebrei e non solo che ritrovano conferme in infinite testimonianze di reperti e documenti storici inconfutabili.

Potete pure riscrivere la storia a vostro piacimento e farla votare dai rappresentanti ipocriti che vi rappresentano ma sappiate che verità e giustizia trionferanno sempre, l’Unesco con quest’ultima bravata ha dimostrato la sua falsità e il fallimento dei suoi principi costitutivi. Tra l’altro non mi stupisce: l’Unesco sta semplicemente calcando le orme dell’Onu con le sue centinaia di risoluzioni contro Israele (unico paese sano e democratico in una regione di conflitti spaventosi). Unesco e Onu rappresentate solo l’ipocrisia di questo mondo e il vostro odio per Israele sempre e comunque.

Rami Lawi

     

Aderisco all’appello contro l’Unesco a difesa di Israele promosso da Il Foglio Quotidiano. Israele non si delegittima né tantomeno si cancella.

Corrado Ori Tanzi

   

Unesco, Fao e troppe altre simili organizzazioni non solo sperperano la maggior parte dei soldi in stipendi da favola, ma sopratutto non sono equidistanti.

Alberto Fariano

 

Grazie a tutta la redazione e direzione del Foglio! Grazie per avere il coraggio di difendere la verità, la storia, la libertà. Grazie per avere il coraggio di difendere Israele da questi attacchi infami, meschini, ma gravissimi perché comunque propagati da un organismo internazionale che dovrebbe rappresentare la difesa della cultura, dei diritti, della verità. Nonostante tutto questo nauseante appiattimento agli interessi economici e allo strapotere di regimi islamici criminali, sempre e comunque battiamoci in prima linea per la nostra libertà e contro ogni Shoah!

Sheila Campagnano

 

Aderisco con convinzione all’appello contro l’Unesco che vuole togliere a Israele e agli ebrei la loro grande storia.

Domenico Bonetto

 

In un tempo di così profondi stravolgimenti culturali ed epocali, è nostro dovere difendere la verità storica che nessun movimento ideologico può negare; anche per difendere i nostri figli dalla menzogna culturale in atto.

Francesco Mazzarella

 

Senza ombra di dubbio sostengo la vostra petizione contro le risoluzioni Unesco volte a cancellare la verità storica. Risoluzioni che minano la pace vera fondata sulla verità, la convivenza, il rispetto e il riconoscimento reciproco. Hebron ha radici ebraiche che l’Unesco non può cancellare a colpi di risoluzioni politiche che non hanno alla base la verità.

Roberta Vital

 

Trovo vergognoso che nel 2017, solo per odio religioso e interessi economici si debba ancora ribadire verità storiche inconfutabili. Abramo, Isacco e Giacobbe sono i tre patriarchi ebrei 2000 anni prima che si parlasse di Maometto nel 632 d.C. Quello che sta provando a fare l’Unesco, che dovrebbe essere un organismo a difesa di arte e cultura, è la demonizzazione nonché cancellazione del popolo ebraico fisicamente e storicamente. Fino a quando si tacerà di fronte a disastri come la distruzione di Palmira, nonché di altri siti culturali retaggio di tutta l’umanità? E, ancora, dei Budda giganti? Quello che sta facendo oggi l’Unesco umiliando Israele e mentendo su siti ebraico , lo farà in un futuro prossimo per tutta l’Europa che ne è complice credendo di salvarsi. Sta diventando pesante e difficile rispondere a bugie e calunnie. Onu e Unesco meretrici di bassa lega vergogna dell’umanità tutta.

Franca Spizzichino

   

Viva sempre Israele, che ho visitato due volte, che rispetto, che considero lo stato da cui tutti dovrebbero imparare e fare propria la parola democrazia. Noi la stiamo dimenticando.

Anna Oddono Galler

 

Aderisco con entusiasmo e passione all’appello contro l’Unesco dove non c’è solo cecità storica, culturale e politica ma c’è odio contro Israele. Un sostegno a Israele e all’impegno del Foglio. Un caro saluto,

Carlo Tanara

   

Apprezzo moltissimo la decisione di ricordare e rilanciare l’appello del 1974 e dunque la scelta coraggiosa e anticonformista di chi lo sottoscrisse allora e di quanti l’hanno fatto e lo faranno in questi giorni. Le parole erano (sono) quelle che dovevano (devono) essere utilizzate di fronte alle reiterate determinazioni dell’Unesco. Mi permetto soltanto di proporre una piccola integrazione. Perché non rafforzare la “non collaborazione” con un’altra forma di lotta (resistenza) non violenta – praticata spesso in Italia da un amico di Israele come Marco Pannella – che è quella di pretendere che l’avversario rispetti (e faccia rispettare) le sue regole e le sue decisioni, anche quando sono aberranti e antistoriche come quelle dell’Unesco. Non sarebbe necessario, oltreché opportuno, chiedere ai destinatari dell’appello altresì di vigilare affinché l’Unesco rispetti, inderogabilmente, ciò che il suo statuto e le sue regole prevedono in fatto di conservazione dei siti riconosciuti patrimonio dell’umanità? Non sarebbe doveroso esigere che rispetto ai monumenti e ai luoghi censiti – “attribuiti” esclusivamente alla cultura e alla “storia” della religione islamica – trovino piena applicazione i protocolli e gli obblighi, in fatto di conservazione, valorizzazione e preservazione da modifiche improprie ed irrispettose, che valgono rispetto alla generalità di questi siti, e che gli organismi islamici ai quali questi beni sono stati affidati – e/o le autorità palestinesi laddove esercitano responsabilità amministrative – siano sottoposti agli stessi controlli ed eventualmente agli stessi meccanismi sanzionatori dei quali si sente parlare spesso quando qualcuno denuncia che in uno dei numerosissimi siti Unesco ricadenti nel nostro territorio c’è qualcosa che non va?

Marco Eramo

   

Sono con Israele da quando nel 1948 le armate di cinque stati arabi -col supporto di molti “profughi” delle Waffen-SS- hanno tentato di soffocarlo sul nascere. Più ancora oggi che i petrodollari hanno sostituito le armate per finanziare in chiave antisraeliana e antisemita gli ignobili atteggiamenti onusiani e, in particolare in occidente e in Europa, di università, Ong, media, politici, intellettuali, squadre di calcio.

Nicola Guiso

   

Aderisco all’appello de Il Foglio contro la decisione dell’Unesco di cancellare le radici di Israele negandone la storia. Continuate a cercare e a diffondere le verità.

Marco Pirola

     

Aderisco, certo che aderisco. Come tre anni fa per la fiaccolata per ricordare ebrei e cristiani accomunati dalle persecuzioni, come a novembre del 2015 per boicottare i boicottatori dei prodotti israeliani, e come a febbraio dell’anno scorso in occasione della giornata della Memoria. E come tutte le altre volte che ce ne sarà bisogno. Perché, a costo di ripeterlo settanta volte sette, non potrei essere ciò che sono, cioè un cattolico, se qualcuno non fosse stato ebreo prima di me. Per questo la sola esistenza del popolo ebraico mi sta a cuore come la mia stessa vita. Mai come oggi valgono le parole pronunciate da S. Giovanni Paolo II il 7 ottobre 1978 a Washington a difesa della vita umana: noi reagiremo.

Luca Del Pozzo

 

Sottoscrivo l’appello de Il Foglio per evitare che vada a segno quello che è l’obiettivo neppure troppo mascherato dell’Unesco di oggi: cancellare lo stato ebraico, a partire dalla sua storia. E’ inconcepibile come tale organizzazione internazionale (e non è la sola) sia ormai preda di vergognose e intollerabili discriminazioni socio-culturali e storiche. Vergogna Unesco. Cordiali saluti,

Alessandro Caro

 

Mi associo alla difesa di Israele contro chiunque voglia distruggerne il popolo, la grande cultura, la antichissima storia, contro chi voglia dimenticare la shoah ebraica; non mi riconosco in questa Unesco, sino a che non dichiarerà Israele patrimonio dell’umanità. Viva Israele, sempre e comunque.

Donatella Morello

 

Aderisco ancora una volta, e ancora se ce ne sarà bisogno, perché è ormai apertamente innegabile lo strano privilegio concesso agli uni a scapito degli altri. Una concessione peraltro meschina e vile, perché non costa nulla, si accoda alla torma che sta andando all’ammasso e ama da ignorante il leit motiv del momento. Andassero con altrettanta veemenza a manifestare dove si rischia del proprio.

Roberto Campagnacci

 

Ero ragazzina quando è nato lo stato di Israele, per cui aderisco all’appello del Foglio. Dovreste narrare la storia di Israele perché c’è tanta ignoranza sull’argomento.

Elisabetta Tumminello

 

Aderisco all’appello contro le vergognose menzogne dell’Unesco e gli attacchi motivati da un odio ingiustificato contro Israele. Lo stesso odio che portò i nazisti a voler cancellare dalla faccia della terra il popolo ebraico. Viva Israele!

Ferruccio D’Angelo

 

La speranza (inno dello Stato d’Israele) alla faccia dell’Unesco. “Finché dentro il cuore l’anima ebraica anela / e verso l’oriente lontano un occhio guarda Sion / non è ancora persa la speranza due volte millenaria / di essere un popolo libero nella nostra terra / la terra di Sion e Gerusalemme”.

Giuliano Cazzola

 

Aderisco all’appello. Nel panorama sconsolante della stampa italiana solo Il Foglio mantiene una linea di onestà e adesione alla verità storica. Ricordo che i miei si scandalizzarono e smisero di acquistare L’Espresso quando Eugenio Scalfari nel ’67 assunse esplicita posizione filopalestinese, isolando e costringendolo alle dimissioni il suocero Arrigo Benedetti, ebreo, cui doveva l’iniziazione e l’appoggio per entrare nel mondo del giornalismo. A distanza di 50 anni nessuno ricorda più Benedetti mentre Scalfari ancora si sente vate a maestro!

Carlo Candia

 

Le tombe dei Patriarchi e il Muro del Pianto non possono non essere di Israele. E anche la spianata del Tempio di Gerusalemme con le moschee, per me, dovrebbe essere musealizzata come Santa Sofia. Cordiali saluti.

Aristide Ceccanti

 

Come cattolico sono enormemente indignato per l’ennesima scelta compiuta dall’Unesco ai danni d’Israele. Affinché il revisionismo non trionfi sconsideratamente, cito le testuali che Pio XI ebbe a dire all’indomani della promulgazioni delle nefaste leggi razziali: “Siamo tutti spiritualmente semiti”. Temo che la frase del sommo Pontefice summenzionata, come della storia del popolo d’Israele all’Unesco sappiano ben poco (e male). Saluti!

Vincenzo Alagni

     

Perché la storia non si può cancellare, la storia sono gli uomini che la fanno e la tramandano. Anche le risoluzioni vergognose dell’Unesco resteranno nella storia, questo è certo.

Flavia Patti

     

Aderisco all’appello del Foglio contro la risoluzione dell’Unesco a proposito di Hebron perpetrando nei confronti di Israele una vergognosa violenza storica che da Cracovia assume una valenza ancor più sinistra.

Raffaele Besso

 

Hanno aderito all’appello del Foglio anche: Marco Bocelli, Giorgio Bauducco, Piero Mazzucca, Massimo Tessarotto, Alessandra Galli, Claudia Porcella, Marco Moresco, Maria Clemente, Giorgio Berruto , Ernesto Somma, Laura Tommasi, Maddalena Saraceni, Anna Torti, Roberto Toldo, Antonio Brunetti, Dario Forti, Giuliana Santagata, Attilio Rizzo, Antonio Leotti, Alessandro Franzetti, Luigi Franzini, Guido Maggioni, Francesco Cammarata, Salvatore Chiaromonte, Vania Crozzoli, Isabella Stifani, Stefano Viotto, Luisa Pontrandolfo, Alberto Berretti, Federico Ascarelli, Claudia Condemi, Antonio Melai, Enrico Cerchione, Pietro Fanelli, Andrea Jarach, Alberto Ventrini, Roberta Vital, Luigi Viola, Vittoria Scanu, Mirko Giordani, Dora Matz, Cosimo Yehudà Pagliara, Francesca Padovese, Mauro Saracco, Alberto Levy, Giovanna, Bonifazio, Riccardo De Benedetti, Antonio Gabriele Fucilone, Ugo Volli, Francesco Zanatta, Roberto Zanconi.

 

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  • luigi.desa

    17 Luglio 2017 - 15:03

    SEMPRE PIU' E PER SEMPRE CON ISRAELE . luigi de santis

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