La prigione multiculturale

Dovevano essere le sorti magnifiche e progressive di una società relativista. Ma il multiculti è diventato una minaccia strategica alla democrazia liberale in Europa. A colloquio con lo scrittore francese Pascal Bruckner

La prigione multiculturale
Lo scorso settembre, il celebre politologo tedesco Rolf Peter Sieferle, rinomato storico della società industriale, si è tolto la vita a Heidelberg. Ma poco prima aveva consegnato al suo editore un saggio incandescente di cento pagine dal titolo “Finis Germania”. La Germania, così come la conosciamo, che cesserà presto di esistere a causa del multiculturalismo. Adesso quel libro è primo in classifica. Nei giorni scorsi, attorno al libro di Sieferle si è consumato anche uno scandalo giornalistico. Perché la radio...

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    19 Giugno 2017 - 17:05

    Al direttore – Apprezzabile. Interessante, coinvolgente, ben documentato, l’excursus sul multiculturalismo di Giulio Meotti. Stringiamo? Multiculturalismo: uno strumento di guerra che una parte dell’Occidente ha usato per prevalere sull'altra. Ha Innescando la lotta tra i cosiddetti progressisti e la civiltà occidentale, come intesa da millenni. Stringiamo ancora? Una lotta per il potere. Avete voglia di infiocchettarla: tale è e tale rimane. Lapalissiano: se il multiculturalismo vincesse, la civiltà occidentale morirebbe. L'Islam attende sulla riva del fiume.

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    19 Giugno 2017 - 16:04

    Eccellente e esaustivo sull'imbecillità del multiculti, bravo Meotti, finalmente un articolo non asfittico e sicuramente i bischeri (mi sia consentito il toscanismo) non lo apprezzeranno: a proposito, lo leggeranno Giamburrasca, il Maggiordomo, il "rude" Minniti, l'homo black dressed che, religiosamente, si esprime al di fuori del proprio ambito (W la France e il mio "idolo" Camus) e last but not least il sociologo dell'ozio?

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  • luigi.desa

    19 Giugno 2017 - 16:04

    Non voglio entrare in polemica con i Foglianti che sono convinti che la democrazia liberale circola in occidente regolata da un trattato tipo Schenghen . Senza addentrami nella storia di altri paesi ma limitandomi all'Italia che la sua storia dopo 1945 la ho vissuta di tutto questo liberalismo non vedo traccia. L'Italia è stato paese a democrazia liberale dal 1848 ( Costituzione ) al 1962 quando con la nazionalizzazione della energia elettrica la democrazia da liberale divenne popolare.E poi come è compatibile la nozione di democrazia liberale con lo strapotere della magistratura ? E la burla dei pesi e contrappesi? E L'orrroe di parlamentari che scatenano la piazza per far cadere il governo come se il tempo si fosse fermato al tempo prè statuti e costituzioni quando i movimenti politici erano clandestini e per rivendicare qualche diritto dovevano tentare di attaccare il potere costituito. Basta o ci scrivo su 4 volumoni? Vogliamo parlare dei mille golpe tentati in Italia?

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