Buttanissimo dibattito

 1948, arriva in Parlamento la legge della Merlin. E subito esplode il gran brusio sulla chiusura dei casini. Dopo l’approvazione resta l’urlo di Totò: “Arrangiatevi!”. Dieci anni di surreale scontro in Aula. La contabilità degli oppositori: “Nei bordelli, in un anno, quasi 44 milioni di coiti”.
Buttanissimo dibattito

Otto Dix, “Tre prostitute per strada”, 1925. “Tette e bandiera, Signora. Sono il riassunto della storia d’Italia, i suoi inseparabili pilastri”, scriveva Montanelli in “Addio, Wanda!” del 1956

“Si discute il progetto di legge sulla regolamentazione della prostituzione presentato dalla senatrice Merlin. Tutti i colleghi di ogni settore la guardano divertiti e con vago compatimento. Essi non sanno il potere straordinario di una zitella onesta e innocente. 12 dicembre 1948”.

Gianna Preda e Mario Tedeschi, “Il ventennio della pacchia”

 

 

Ci vollero dieci anni – dal 1948 al 1958. Poi, le persiane furono aperte. E da una di quelle finestre, tra due persiane spalancate, urlava Totò alla folla di militari arrapati e vecchietti nostalgici e padri di famiglia esemplari e laidi, che davanti all’ex bordello faceva ancora inutile ressa: “Arrangiatevi! E lo volete un consiglio, militari e civili, piantiamola con queste nostalgie! Oltre che incivile, è inutile! Oramai li hanno chiusi! A voi italiani è rimasto il chiodo fisso qui. Toglietevelo! Oramai li hanno chiusi! Arrangiatevi!”. Scolpiva Indro Montanelli, nel suo “Addio, Wanda!” (1956), che con leggero anticipo sulla legge salutava a suo modo quell’universo di puttane e puttanieri e condolenti scrittori: “Tette e bandiera, Signora. Sono il riassunto della storia d’Italia, i suoi inseparabili pilastri, il suo motore, la chiave per comprenderla. Abolire l’uno significa distruggere l’altro”. E paventava: “Un colpo di piccone alle case chiuse fa crollare l’intero edificio, basato su tre fondamentali puntelli: la Fede Cattolica, la Patria e la Famiglia. Perché era nei cosiddetti postriboli che queste tre grandi istituzioni trovavano la più sicura garanzia”. Gli italiani – volenti o nolenti: più nolenti, forse – hanno seguito il consiglio di Totò e si sono arrangiati: dalle mignotte ai trans, dalle fratte delle statali alle piazzole autostradali. Ma il chiodo fisso, ecco, quello a toglierselo del tutto non sono mai riusciti, “ah, le belle madame di una volta!, ah, il fascino del bordello!”. Firme si raccolgono, progetti s’avanzano, proposte si formulano: la puttana con comodo, decentemente accasata. E altro che Wanda, allora addio Lina – Angelina compagna socialista Merlin, collegio senatoriale di Rovigo. Onesta e innocente. Temibile, perciò.

 

Soprattutto medici parlarono, di destra e di sinistra e di centro, nelle aule parlamentari, in quel decennio fatale: contro, o a salvaguardia, dei bordelli italici superstiti. La sifilide. L’irruenza giovanile. La demenza di quelle poverette. I militari e i marinai e il bersagliere sempre all’assalto. La gioventù traviata. La surreale contabilità. Le minacce. Parole così: lupanare e postribolo e postribolanti e lenone e lenocinio e mercimonio e coito pro die e casineggianti e libertinaggio, ormai scomparse dal quotidiano vocabolario, volavano tra Camera e Senato. Legge 75, voto finale: a favore Pci, Dc, Psi e Pri. Contro: Msi, Pli, Psdi e monarchici. Partiti spaccati – altro che Italicum. Tra i più accesi oppositori della legge, proprio un compagno di partito della Merlin, Gaetano Pieraccini. Bilancio dello storico, il professor Giovanni De Luna: “Insabbiato nel corso della prima legislatura (1948-1953) e ripresentato dalla Merlin alla riapertura delle Camere, il provvedimento fu approvato dal Senato il 21 gennaio 1955; per il sì definitivo della Camera (385 voti favorevoli e 115 contrari) fu necessario aspettare fino al 20 febbraio 1958; la legge entrò poi finalmente in vigore il 20 settembre 1958”. Giovanotti, si chiude! Circolare, andate a far flanella sul marciapiede!

 

Dal dibattito nelle aule del Parlamento. Merlin Angelina (Psi): “I clienti sono spesso uomini corrotti, sposati e non scapoli soltanto. Sono altresì studenti, operai, soldati che vengono condotti per la prima volta nel lupanare per soddisfare una curiosità. Non resterebbero certamente casti senza la regolamentazione, ma neppure cederebbero ai primi stimoli della passione, quando ancora non hanno le ossa ben formate”. Pieraccini Gaetano (Psi): “Le anguille quando entrano in amore fanno un lunghissimo viaggio di migliaia di chilometri, vanno tutte quante a trovare il loro letto di nozze. Consideri, onorevole Merlin, quanto è potente lo stimolo sessuale!”. De Maria Carlo (Dc): “In questo fenomeno si dissocia il piacere sessuale dal fine biologico, la sessualità dall’amore. Devo aggiungere che la biologia denunzia l’irrazionalità del rapporto plurigamico nella specie umana (…) Lo Stato non può, né deve autorizzare, riconoscere, proteggere il libertinaggio”. Valandro Gigliola (Dc): “Rimanendo in quei luoghi, quelle infelici donne finiscono per invecchiare nel vizio, diventano megere, spacciatrici di cocaina e di oppio! A questo punto di bassezza giunge la donna, la creatura angelicata dai poeti, portata dal cristinesimo fino agli onori della divina maternità”. Calabrò Giuseppe (Costituente di destra): “I principi morali, ripeto, vanno bene; ma la realtà è quella che è. Anziché abbandonare a se stesso questo fenomeno, bisogna controllarlo. Ciò mi pare più che legittimo; altrimenti tutte le strade d’Italia sono destinate a diventare ‘le strade di Cabiria’. Noi abbiamo visto che da quando la questura ha stretto i freni nei riguardi di autorizzazioni per case chiuse, le vie romane sono infestate e dalle dieci di sera in poi a Roma, capitale del cristianesimo, non si può caminare senza essere… fermati (…) Noi vi invitiamo a considerare quanto avverrà, in conseguenza della applicazione della legge Merlin, in un paese come l’Italia con tutte le navi e le truppe straniere che sono sempre di passaggio”. Umberto Terracini (Pci): “Fissare numericamente il concetto di abitualità, due volte, cinque volte, dieci volte, mi pare troppo sottile. Esso ricorda la questione degli antichi teologi, su quanti angeli potessero sedere sulla punta d’un ago”.

 

Si cantava una canzonetta, intitolata “Persiane”, a riprova dello strazio nazionale. Gli ultimi versi: “Se la persiana chiusa non è una bella cosa / Merlin povera illusa / ma dopo che sarà? / Ma che sarà Merlin? / Ce lo vuoi dir / cosa sarà? / Il soldatin, Merlin / ce lo vuoi dire / poi dove andrà? / L’amore è un girotondo / per questo siamo al mondo / se apri le persiane / che cosa ci rimane? / All’ombra dei giardini / sul prato verde in fiore / andremo a far l’amore / ma che succederà? / Dove si va, Merlin / ce lo vuoi dir / dove si va? / Merlin, Merlin, perché / non ami più la gioventù?”.

 

Merlin Angelina (Psi): “La sfrenatezza della vita è un sintomo di decadenza. Il proletariato è una classe che deve progredire. Non gli occorre l’ebbrezza, né come stordimento né come stimolo. Dominio di sé, autodisciplina, non è schiavitù, nemmeno in amore! Signori, questo è l’insegnamento di Lenin ai giovani del suo paese, e anche noi dovremmo accoglierlo perché esso non contraddice i nostri credi!”. Rubino Angelo (Partito monarchico): “Ancora più importanti sono i dati pervenutimi da Milano, dove nel 1954 si sono avuti 350 casi di sifilide, da Bologna dove se ne sono avuti 97, con notevole aumento rispetto al precedente anno 1953, quando se ne erano registrati solo 13, a Bari con 220 casi nuovi nel 1954, da Pavia con 50 casi mentre nel 1953 se ne erano registrati solo 37 e nel 1952 solamente 14. A Pavia negli ultimi mesi del 1953 e primi del 1954 due prostitute girovaghe, successivamente ospedalizzate, sono state responsabili di 29 casi di contagio nella città di Pavia e 15 a Voghera (…) Noi parlamentari abbiamo il sacrosanto dovere di difendere la società dalla promulgazione di una legge inconsulta con la quale si diffondono e si aggravano i pericoli”. Bernardi Guido (Psiup): “Facile è invece per me considerare come queste cinquemila infelici costituiscano solo un immondo mezzo di sfruttamento del vizio e della miseria; in realtà ad esse si debbono aggiungere le altre che, ben più numerose, illegalmente manovrate, esercitano nelle forme più varie il turpe mestiere”. Caronia Giuseppe (Dc): “Chi vuol fare la prostituta lo faccia, ma sappia che può essere colpita dalla legge, così come il ladro o l’assassino. Non possiamo noi legalizzare il vizio con registrazioni o tesseramenti. Ti dichiariamo prostituta, e ti diamo la tessera, perché tu possa essere sottoposta a tutte le insane voglie del vizio ed al più ignobile sfruttamento del lenocinio!”. Pieraccini Gaetano (Psi): “Ora, voglio fare un rilievo che riguarda in particolare lei, onorevole Merlin. Ella ha parlato di 100 sedute d’amore al giorno per ogni donna di postribolo; ciò non è possibile, è una esagerazione, perché se si realizzassero 100 coiti al giorno, calcolando anche 15 minuti per ciascuna seduta, 100 sedute richiederebbero 25 ore! (…) portandolo a 10 minuti, ci vogliono sempre 17 ore circa. Per conto le libere possono praticare 2-4 amplessi al giorno, perché costoro debbono dare la caccia ai clienti; ma supponiamo pure 6 sedute al giorno. Ora, quando noi affermiamo che le meretrici dei postriboli danno un minor numero d’impestati che quello dello girovaghe, pure segnando alle postribolanti un numero di sedute pro die tanto superiore a quello raggiunto dalle libere vaganti (io ho calcolato 30 in media le sedute delle casineggianti, e, per essere generoso, ho ammesso 6 sedute al giorno per le altre), voi avete un minor numero di amplessi e un maggior numero di sacrificati alle malattie veneree. Se le casineggianti sono 4 mila – e su questo punto siamo tutti d’accordo, o meglio sono d’accordo le statistiche – con 30 sedute al giorno per ciascuna si arriva in Italia a 120 mila coiti pro die, e se si considera il periodo di un anno si giunge alla cifra di 43 milioni e 800 mila coiti”.

 

Scritte sulle targhe affisse, insieme al tariffario, nei bordelli: “Avviso della casa di tolleranza ai Sig.ri clienti. E’ vietato molestare le signorine prima di aver pagato la marchetta. La direzione”. “Si prega i signori di voler usufruire dell’orinatorio sito all’interno della casa e non lordare la pubblica via”. “Lo sconto si fa solo ai giovanotti militari. La casa offre saponette e asciugamani”. “I Sigg. Clienti a scanso di equivoci sono obbligati a pagare alla Cassa. I pagamenti fatti in camera non sono ritenuti validi. I Sigg. Clienti sono tenuti a rispettare quanto sopra per non incorrere nel pericolo di pagare due volte. La tenutaria”. “Alla Casa del Piacere. Da Sinodda la Ghiascioni. Agevolazioni per il giovanotto di primo pelo”. Sulla confezione del santissimo, già allora, preservativo: “Hatu Bologna. Serie coloniale. Contiene un pezzo vulcanizzato a caldo. Controllato e garantito 5 anni. Prezzo L. 1,60”.

 

Merlin Angelina (Psi): “Sviluppiamo la coscienza sessuale del cittadino: aprite ai giovani i campi sportivi per esercitare gli sport; moltiplicate gli Alberghi della Gioventù e spianate le vie dei monti e dei mari, anziché lasciare i giovani affollare i vicoli della Suburra in attesa del loro turno dietro la porta del lupanare”. Di Pietro Michele (Dc): “Del resto, ci sono delle ricerche sui valori mentali delle prostitute. Così quelle raccolte dal Bonhofer, dalle quali risulta che su 100 prostitute, 31 sono idiote, 13 epilettiche o isteriche, 21 alcolizzate, 1 paralitica e 32 intellettualmente normali”. Caporali Raffaele (Dc): “Il cervello pesa 1.157 grammi nell’uomo e 995 nella donna secondo il celebre anatomista Broca (…) L’intelligenza è minore nella donna, che non ha mai avuto geni come un Dante, un Leonardo, un Raffaello, pur avendo avuto Giovanna D’Arco, Madame Curie, Santa Caterina da Siena e Madame Lebrun nella pittura. La donna di grande ingegno è per lo più sterile. L’eunuco non ha mai avuto un genio. Le prostitute difficilmente escono incinte”. Floreanini Gisella (Pci): “Se ci riferiamo poi all’Unione Sovietica e ne guardiamo la storia e le statistiche, abbiamo motivo di meditare sul fatto che i malati di malattie veneree erano il 50 per cento negli ultimi anni del governo zarista, che malgrado le difficoltà del governo sovietico dopo il 1917 erano solo il 6 per cento prima della seconda guerra mondiale e che oggi, superato il tragico travaglio della guerra, non soltanto non esiste più la regolamentazione della case chiuse, ma non esiste più la prostituzione”. Riccio Mario (Dc): “Particolare considerazione per i marinai che, a volte dopo mesi di crociera, giungono in massa al porto e ovviamente sognano il lupanare. Ma vi sono nazioni che, invece, li conducono a visitare monumenti e musei, li intrattengono in gare sportive, li distraggono con manifestazioni artistiche e culturali”. Cortese Beppe (Psi): “Gli esercizi fisici sportivi, le sale di lettura, il teatro, le gite, le conversazioni, tanto per soldati che per studenti, saranno tali diversivi e tali occupazioni da far avvertire in molto minor grado gli impulsi sessuali!”. Tartufoli Amor (Dc): “Nove benedizioni di Dio sono entrate nella mia casa e sei nipotini la stanno allietando. Io parlo in nome dell’angoscia che tiene il cuore di un padre quando ha numerosi figli, parlo in nome dell’esempio che posso aver dato ad essi per esser giunto al matrimonio in situazione di perfetta purezza”.   

 

Lettera di minacce inviata alla senatrice Merlin: “Siamo otto giovani vigorosi e abbiamo tirato a sorte a chi di noi toccherà infilarti cinque pallottole nella pancia, se apri ancora il becco per sollecitare la chiusura delle case”. Temibilità dell’arrapamento. Anni benissimo raccontati, col dibattito in Parlamento e nel paese, nel bel libro di Sandro Bellassai, “La legge del desiderio”, editore Carocci. A proposito di lotta alla prostituzione, si cita l’opinione del funzionario della Ps, contario all’istituzione di un corpo di polizia femminile al posto della Buoncostume. Con simili opinioni: “Voler combattere la prostituzione con le donne poliziotte ci sembra una vera ingenuità, in quanto la natura della donna è tale che la rende una prostituta in partenza, per cui se non è sorretta da una sana e cosciente educazione morale e da un innato pudore, facilmente correrebbe continuamente il rischio di essere conquistata dai cicisbei di strada, e allora anziché reprimere la prostituzione la incrementerebbe”. Scrivono i giornali del ’58 che i bordelli autorizzati sono 560 – ma per altri di più, quasi 3.000 prostitute – ma per altri molto, molto di più. Prestazioni da 200 lire e 5 minuti in quelli di terza categoria, fino a 4 mila lire per un’ora in quelli di lusso. Ogni ragazza serve dai 30 ai 50 clienti al giorno. Lettore commosso scrive a Epoca: “E che ne sarà ora dei soldatini, degli operai e degli studenti, che per togliersi alla spiccia il perso della carne e poter così studiare e lavorare meglio, ricorrevano a quelle assurdamente deprecate istituzioni?”. Lacrima così tutta intera, l’Italia puttaniera.

 

Quando la legge fu approvata, pure Lina Merlin scoppiò in lacrime. Di felicità. Poi corse ad aprire una di quelle persiane sempre serrate. Pieraccini Gaetano (Psi): “Per evitare la prostituzione, dovremmo essere costruiti come gli animali inferiori, ad esempio il corallo, che è asessuale e non ha il sistema nervoso”. Cortese Beppe (Psi): “Ricordatevi della vostra madre, delle vostre figlie, delle vostre sorelle, come io ricorderò mia madra saggia e buona, e mia sorella”. Valandro Gigliola (Dc): “E a ciascuna di queste nostre sorelle, infelici più che colpevoli, diciamo la parola di Cristo: va e non peccare più!”.

 

Il giorno che la legge fu approvata, i giornali della sera uscirono in edizione straordinaria. La strillona di via del Tritone, detta la Zoppetta, dette a pieni polmoni, e giustificato stupore, la notizia – e pure opportuni e saggi suggerimenti su come arrangiarsi: “Edizione straordinariaaaaaaa!!! Chiusura de li casini!!! Da domani tutti a fasse le pippe!!!!!”.

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