Cosa c’è di inquietante nell’ipotesi di depistaggio sul caso Renzi

Alcuni corpi dello stato hanno perseguito effettivamente un piano eversivo nei confronti dell’allora premier? Parla Palamara (Csm) 

Cosa c’è di inquietante nell’ipotesi di depistaggio sul caso Renzi

Foto LaPresse

Roma. Attentato alla democrazia per mano giudiziaria. La “bomba” sotto il Palazzo, per gli aficionados della metafora. L’intrigo Consip s’infittisce. Il verminaio di infedeltà e manipolazioni, già emerso nelle plurime indagini per depistaggio, falso e segreto violato a carico di carabinieri, magistrati e giornalisti, trova un nuovo testimone eccellente. “Dottoressa, lei, se vuole, ha una bomba in mano. Lei può far esplodere la bomba. Scoppierà un casino. Arriviamo a Renzi”, così in più di un incontro tra Modena e Roma...

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Commenti all'articolo

  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    16 Settembre 2017 - 16:04

    Nei tempi antichi i traditori del Re subivano una giustizia violenta. Da quando Sovrano è il Popolo, la carcerazione. Ma in Italia, da quando il Quirinale si è rifatto in Reggia, e Regía, il Popolo è stato tradito, e il suo Governo messo in libertà condizionata. I giusti assassinati, e ai traditori del Sovrano carriera, fama, e soldi. Al Popolo invece tante frottole, molte tasse, e paura. Altro che Watergate.

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