L'omertà di chi lincia il carabiniere stupratore ma tace su quello golpista

E’ molto facile dire che i due di Firenze hanno tradito l’uniforme e il dovere. Ma sul capitano del Noe indagato nel caso Consip c'è stata una rimozione collettiva 

L'omertà di chi lincia il carabiniere stupratore ma tace su quello golpista

LaPresse/Claudio Furlan

"E’ curioso" disse il capitano, come continuasse un discorso interrotto "come da queste parti ci si sfoghi in lettere anonime: nessuno parla ma, per nostra fortuna, dico di noi carabinieri, tutti scrivono. Dimenticano di firmare, ma scrivono”. Oppure, volendo ribaltare il tratteggio dell’omertà di Sciascia nel Giorno della civetta, è vero anche il contrario: sui carabinieri tutti firmano, ma si dimenticano di scrivere. Una sorta di omertà del Cittadino Collettivo. O una rimozione. Che, come ogni rimozione, innocente non è....

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    15 Settembre 2017 - 19:07

    Al direttore - Beh, mentre a Firenze c’è stata una scomposta, esecrabile, botta d’ormoni, non giustifica niente, sia ben chiaro, i carabinieri che parlarono, toni e contenuti inequivocabili, con la procuratrice di Modena, con piglio alla Di Pietro pm, hanno leso pesantemente la necessità assoluta dell’Arma di essere e apparire neutra ed imparziale nel corso di indagini che possano coinvolgere politici in carica e Segretari di partito. I carabinieri citati dalla procuratrice Lucia Musti, hanno compiuto un atto istituzionalmente e politicamente eversivo. Allora^ E' semplice: per "arrivare a Renzi" il fine giustifica, anzi premia, qualsiasi mezzo. Procuratrice Lucia Musti: cave morales canes, dentibus arrupiunt.

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