Il metodo Woodcock e le storture dell’ordinamento giudiziario

La politica si è lasciata influenzare da una magistratura che vuole coniugare l’allarme-mafia con l’allarme-corruzione. Chi fa le leggi davvero?

Il metodo Woodcock e le storture dell’ordinamento giudiziario

Foto LaPresse

Recenti vicende, giudiziarie e parlamentari, convergono nel sollecitare qualche considerazione sull’attuale modo d’atteggiarsi dei rapporti tra politica, magistratura e sistema mediatico. A ben vedere, emergono in proposito sia elementi di continuità, sia segnali di potenziale discontinuità invero già messi in evidenza da Claudio Cerasa in un articolo del 5 luglio che prendeva spunto da due casi senz’altro sintomatici, e che perciò vale la pena riprendere: da un lato, le indagini della procura romana sul pubblico ministero napoletano Woodcock nell’ambito della...

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  • luigi.desa

    11 Luglio 2017 - 16:04

    Molto più sempliciottamente mi pregio di ricostruire come la giustizia per circa mezzo secolo è stata amministrata in Italia ,metodo Woodcok ,metodo elaborato dalla Anm. Lo abbiamo visto in azione negli eccessi di Mani pulite nella persecuzione -da manuale del ottimo Davigo- e in moltissime altre occasioni nellq quali abbiamo visto i pm trattare persone -poi risultate innocenti -come animali. C'è una strana sintonia tra il metodo Woodcock e quello Introia e più o meno al metodo generalizzato delle procure. Meno male che i giudici italiani per almeno la metà sono giudici di Berlino ,ma 24 mili innocenti in 20 anni sono non sintomi di una malattia sono gli spasmi di un corpo che sta tirando le cuoia.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    11 Luglio 2017 - 15:03

    Il potere legislativo appartiene al Parlamento sovrano. Il nodo, inutile girarci intorno è che in realtà non è "sovrano" se non di nome. Nella formazione e stesura e articolazioni delle stesse, intervengono tanti e condizionanti fattori "extra parlamento" che la sovranità si riduce a formalità di ratifica. Non può essere diversamente nei regimi democratici? Certamente, ma da noi la sovranità è diventata appannaggio esclusivo delle componenti d'intermediazione. Un vulnus grave per il concetto di "erga omnes lex sit "

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