Come abbattere il totem della vendita dei beni sequestrati alla Mafia

Le misure di prevenzione patrimoniale si sono rivelate efficaci nel contrasto alla criminalità organizzata. Una soluzione concreta al problema sollevato da Cantone

Come abbattere il totem della vendita dei beni sequestrati alla Mafia

Foto LaPresse

Roma. “Bisogna abbattere il totem che impedisce la vendita [dei beni sottratti ai mafiosi], nel timore che i boss li riacquistino”. Le dichiarazioni rilasciate al Giornale dal Presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, sollevano un problema molto serio: le misure di prevenzione patrimoniale si sono rivelate efficaci nel contrasto alla criminalità organizzata, ma c’è spazio per migliorare l’efficienza della gestione degli asset sequestrati. Il sistema previsto dal Codice antimafia si basa fondamentalmente sulla interazione tra il giudice delegato e l’amministratore giudiziario. Quest’ultimo,...

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    06 Luglio 2017 - 15:03

    L'istituto della confisca potrebbe essere una benedizione le casse dello stato se si elaborasse una legge chiare e di pacile applicazione.Leggendo l'articolo si scopre che attorno all'istituto c'è un guazzabuglio inestricabile normativo dal quale giudici e addetti ai lavori è impossibile uscirne. pensare male è un dovere civico. Altra fonte immensa per far cassa è la Corte dei Conti che vista dal fuori appare un ente inutile per la scarsissima attività a fronte di centinaia di casi di danno erariale .Vista dal di dentro è possibile vederla come un dormitorio. Cantone più passa il tempo più si propone come tuttologo o in alternativa come oracolo misterico.

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