Renzi e il caso Consip, la rilevanza penale non c'è ma la fuga di notizie sì

L'intercettazione pubblicata dal Fatto Quotidiano è penalmente irrilevante per i magistrati, mentre la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per violazione del segreto d'ufficio e anche Orlando chiede verifiche. Intanto Carlo Russo è indagato anche per turbativa d'asta

Renzi e il caso Consip, la rilevanza penale non c'è ma la fuga di notizie sì

LaPresse / Roberto Monaldo

Per la Procura di Roma l'intercettazione pubblicata oggi dal Fatto Quotidiano che riporta la telefonata tra Matteo Renzi e il padre Tiziano non ha alcuna rilevanza penale nell'ambito dell'inchiesta Consip, ma la sua pubblicazione sarà oggetto di accertamenti preliminari. Lo riportano alcune agenzie, spiegando che il ministro della Giustizia Andrea Orlando avrebbe già dato mandato all'Ispettorato di via Arenula.

 

    

"E' vergognoso che sia stata pubblicata la telefonata" ha detto Matteo Renzi parlando in diretta su Facebook nel pomeriggio. Renzi ha spiegato di aver sentito il padre quel giorno “dopo la notizia della cena con Romeo”, riportata da un articolo di Repubblica. “Ingenuamente credo a Repubblica e faccio un clamoroso errore. Spero e credo che qualcuno dovrà rendere conto di quella notizia falsa. Ma in quel momento penso che se lo scrivono sarà vero. Alla fine quando metto giù dico che mio padre non c'entra niente, è una vicenda che puzza. Il punto vero è che questa storia non mi torna e infatti..."

    

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Il dialogo al centro della polemica è un'anticipazione dell'ultimo libro di Marco Lillo, “Di padre in figlio”. “Devi dire tutta la verità ai magistrati - dice il segretario del Pd al padre Tiziano - Non puoi dire bugie o 'non mi ricordo' e devi ricordati che non è un gioco”. La telefonata in questione risale al 2 marzo, il giorno prima dell'interrogatorio di Tiziano Renzi davanti ai giudici del Tribunale di Roma e Matteo Renzi fa riferimento all'incontro che il padre avrebbe avuto con l'imprenditore Romeo. "La pubblicazione è illegittima, viola le norme – ha detto ancora l'ex premier su Facebook. "Io ho fiducia nella giustizia e nelle istituzioni italiane. Il tempo non cancella la verità ma la fa emergere. Tutte le volte che siamo su nei sondaggi c'è qualcuno che cerca di buttarci giù. Forse ci butteranno giù nei sondaggi ma non nel morale".

         

     

Dal resto del mondo politico sono trasversali le parole di sostegno per l'ex premier, mentre i 5 stelle accusano: "Il paese è guidato dalla cricca renziana che costruisce il proprio potere fra giochi di palazzo, bugie e mezze verità". Intanto la Procura di Roma ha aperto un fascicolo con le ipotesi di reato di violazione del segreto d'ufficio e pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale. L'audio di quella telefonata, intercettata su disposizione della procura di Napoli, fu trasmesso ai pm capitolini per competenza, ma il contenuto della conversazione, ritenuto penalmente irrilevante dai magistrati romani, non compare in nessuna informativa. 

    

Negli accertamenti sugli illeciti negli appalti Consip, la procura di Roma ha acquisito anche carte e documenti presso la sede di Grandi Stazioni, la società controllata da Ferrovie dello stato che si occupa dei servizi di manutenzione, pulizia e riqualificazione delle stazioni. In questo nuovo filone è indagato per turbativa d'asta, in concorso con altri, Carlo Russo, imprenditore fiorentino del settore farmaceutico amico di Tiziano Renzi e già indagato nella vicenda Consip per traffico di influenze illecite perché sospettato di aver favorito l'imprenditore campano Alfredo Romeo nell'assegnazione di appalti pubblici, specie quelli della centrale acquisti dello stato. L’indagine prende spunto dalle intercettazioni di colloqui e incontri che i carabinieri del Noe hanno fatto alla fine della scorsa estate sul conto di Romeo.

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