La prima Alpe d'Huez di Pantani: 22 anni fa la prima vittoria al Tour

Era il 12 luglio del 1995, era la decima tappa quando lo scalatore di Cesenatico scattò a tredici chilometri dal traguardo. Nessuno riuscì più a riprenderlo

Quel giorno non furono scatti, ma coltellate, barbarie per i rivali, pennallate per tutti gli altri, per spettatori e telespettatori. Il serpentone d'asfalto e tornanti che sale dalla valle sino all'Alpe d'Huez divenne palcoscenico di bellezza, quella leggera e disperata di un'ombra sulla strada, che si alza e si divincola su di una bicicletta. Un tripudio ciclistico, esaltazione di quell'arte rara che è il pedalare in salita, che è esclusiva dei grimpeur, di quei "camosci in bicicletta che trascendono la fatica", almeno per Antoine Blondin.

 

Quel giorno la scalata divenne ascensione all'Olimpo del ciclismo, e oltre, più su. Un volo, libero e violento, immaginifico e tremendamente reale. Un volo, veloce e roboante, assalto, arrembaggio, chapeau. Marco Pantani quel giorno, quel 12 luglio del 1995 si elevò come mai nessuno sino là in cima, lì dove arrivò per la prima volta Fausto Coppi, lì su quell'asfalto diventato monumento.

 

Sono passati ventidue anni da allora. Ventidue anni di Tour, di corse, di ciclismo, ma chi quel giorno era in strada o davanti al televisore, quelle pedalate, quell'uomo dalla maglia bianca e dai capelli andati per sempre, non li potranno mai dimenticare.

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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