Kittel vince ancora: il Tour è diventato un libro di Moccia

Poldo ha scoperto il perché la Grande Boucle di quest'anno è così noioso: gli sceneggiatori della corsa sono quelli di L'onore e il rispetto

Kittel vince ancora: il Tour è diventato un libro di Moccia

Bergerac. Guardare o non guardare la tappa è pressoché inutile. L'andamento, anche oggi, è stato questo: partenza, fuga partita subito – questa volta è toccato a Offredo e Gesbert tutto il giorno a faticare come muli davanti –, il gruppo che sonnecchia dietro aspettando gli ultimi chilometri per riprenderli, la volata impostata, Kittel primo. In pratica il Tour di quest'anno si è trasformato in un libro di Moccia. Si sa dall'inizio come proseguirà il romanzo e come andrà a finire. In molti si sono chiesti il perché. Poldo l'ha scoperto.


ATTENZIONE Quanto narrato in questo articolo è opera di fantasia. Ogni riferimento a cose, persone o fatti realmente accaduti è (quasi) puramente casuale. Nessun ciclista è stato maltrattato nella realizzazione di questo servizio.


L'ASO, la società che organizza il Tour de France, per rendere più interessante la corsa aveva appaltato la scrittura della sceneggiatura della corsa a due società cinematografiche. Una per le tappe di alta e media montagna, una per quelle di pianura. Ebbene, l'appalto per le prime l'ha vinto la società diretta da Quentin Tarantino, per le seconde invece sono stati scelti gli sceneggiatori di L'onore e il rispetto. Intervistato da Poldo, un dirigente del Tour de France ha dichiarato: "E' un mistero come siano riusciti a vincere". Da quanto ha appreso l'inviato di Girodiruota alla Grande Boucle da fonti interne alla corsa a determinare la scelta sia stato il consiglio di Bernard Hinault che come ultimo consiglio prima di essere stato lasciato a casa dall'organizzazione avrebbe consigliato vivamente gli sceneggiatori italiani.

 

Per ovviare a questo problema il Tour potrebbe intervenire già dalla tappa di domani. La giuria infatti dovrebbe fornire a Nacer Bouhanni dei guantoni da boxe per potergli permettere di fare al meglio quello che sa fare meglio: menare come un fabbro gli avversari. Da quanto ha appreso Poldo la decisione sarebbe stata presa alcuni giorni fa. Per questo Arnaud Démare ieri è finito fuori tempo massimo.

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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