Bouhanni fa a botte a Troyes, Kittel vince, il Tour sonnecchia

Alla Grande Boucle lo sprinter tedesco si dimostra il più forte, quello francese il meno corretto. In classifica non cambia nulla. Domani si disputerà la tappa? Molto dipende da cosa accadrà in Italia stasera

Bouhanni fa a botte a Troyes, Kittel vince, il Tour sonnecchia

Marcel Kittel vince a Troyes

Poldo aveva previsto tutto. Sia lo sprint, e vabbé, sia la vittoria di Marcel Kittel, nemmeno troppo difficile, sia la lenta e sonnolente processione verso il traguardo: d'altra parte si andava a Troyes e un po' di energie si devono pur conservare. Per questo si è svegliato tardi e si è presentato all'arrivo giusto per vedere arrivare il serpentone delle auto della carovana pubblicitaria che in Francia è una cosa tipo Roncobilaccio ogni giorno.


ATTENZIONE Quanto narrato in questo articolo è opera di fantasia. Ogni riferimento a cose, persone o fatti realmente accaduti è (quasi) puramente casuale. Nessun ciclista è stato maltrattato nella realizzazione di questo servizio.


E così la volata ha seguito l'ormai classico copione quando la strada è piatte e non ci sono troppe curve a distrarre i corridori: Kittel davanti e dietro tutti quanti. E così chi voleva mettersi in mostra lo ha fatto prima. Soprattutto Nacer Bouhanni che ancora non ha digerito lo sgarbo di Vittel. Doveva essere la sua tappa, quella che finiva vicino a casa (è di Epinal, una quarantina di chilometri di distanza), e invece niente: vittoria a Démare e scena a Peter Sagan, cacciato non troppo giustamente dalla corsa. Così, su suggerimento del suo consulente d'immagine, cioè Poldo, ha iniziato a girovagare per il gruppo a tirar spallate, manate e pedate. Soprattutto a Jacopo Guarnieri. Il lombardo è stato accuratamente scelto: essendo un bel ragazzo, Bouhanni poteva giustificarsi sostenendo di aver usato la violenza per vendicarsi delle angherie subite da piccolo in quanto sgorbio. Laura Boldrini si era dichiarata favorevole a difenderlo: Bouhanni è un fervente sostenitore di Mdp. Fortunatamente Guarnieri è rimasto in piedi e si è limitato di insultare il francese. Bersani, dicono fonti interne al partito, non è rimasto contento.

 

E così mentre Bouhanni si dava alla lotta libera, Démare trovava il tempo di fare quello che a Cavendish non è riuscito, ossia evitare le transenne, scomparire in un buco di serratura e presentarsi in testa a pochi metri dal traguardo, giusto in tempo per farsi fregare da Kittel.

In classifica non cambia nulla. L'unica novità potrebbe essere l'annullamento della tappa di domani del Tour de France: stasera c'è lo Strega e nessuno è disposto ad andare a dormire prima di aver saputo il vincitore. 

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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