Sul numero di gennaio Golf Digest mette in copertina Tiger e Obama, con il primo che dà consigli (golfistici) al secondo. I lettori non la stanno prendendo benissimo.
Le due anime di Galt non litigano mai su nulla, ma questa settimana si sono ritrovate in uno scontro di civiltà.
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Ieri sera, da una puntata di metà novembre
"With real estate there are no rules. It's like check-in at an Italian airport"
Un giornale taiwanese ricostruisce al computer l'incidente a Tiger Woods – dove per incidente s'intende una moglie svedese che ti insegue e ti prende a mazzate prima le portiere della macchina e poi le guance. Anyway, resta un argomento centrale della settimana.
Questa intervista al mostro del Darfur "at his palatial villa in Khartoum" è raggelante.
Oggi la parte sorprendentemente tigeriana di Galt ha scoperto che dietro al sorriso affabile del suo alter ego si nasconde un razzista che pensa che Tiger avesse un qualcosa di più da dimostrare, solo perché è nero.
update. Si sta cercando di fare un titolo sulla Somalia. E dovreste sentirlo, quel razzista, che cosa dice (titolo citabile: "Governo transitato").
Galt si è preso una mezz'ora libera e si è sentito nelle cuffiette il discorso di Obama sull'Afghanistan. Semplicemente perfetto. Da studiare nelle scuole.
If I did not think that the security of the United States and the safety of the American people were at stake in Afghanistan, I would gladly order every single one of our troops home tomorrow.
Allora, il sospettato numero uno per la strage di quattro poliziotti a Washington è un tizio enormemente poco raccomandabile con una lista di precedenti lunga così. In questo momento dovrebbe essere in cella, ma nel 2000 il governatore dell'Arkansas Michael Huckabee lo amnistiò. E ora le speranze del repubblicano di ripresentarsi alle presidenziali puf, svaniscono di botto. Immaginate i comizi. "Ah si, tu sei quello che ha liberato il killer di poliziotti. E vorresti fare il presidente si?". Nemmeno il suo amico Chuck Norris potrà risolvere questo casino.
