La repressione brutale di Muammar Gheddafi contro i ribelli della Libia ha tracciato una linea nella sabbia. Di là stanno le nazioni contro, che finora non hanno mosso un dito anche se hanno discusso a lungo e nei dettagli di operazioni irrealizzate, come la ormai inutile “no fly zone”. Di qua stanno le potenze amiche del rais, che tacciono ma sono con lui dalla parte della vittoria.
Sabato scorso la Lega araba ha deciso di chiedere l’imposizione della “no fly zone” sulla Libia. Soltanto due grandi stati si sono astenuti dal voto: Algeria e Siria. Entrambi sono accusati da un tenace gossip mediorientale di mandare armi a Gheddafi. Due ufficiali libici sarebbero volati a Damasco e a Tartous, il porto siriano sul Mediterraneo, per trattare in fretta la consegna, le caratteristiche, i costi e il trasporto di un arsenale di origine sovietica compatibile, se non quasi identico, a quello della Libia. Le armi sarebbero arrivate ai soldati di Gheddafi su alcuni voli charter civili, che è una delle ragioni per cui i ribelli insistevano sul divieto di sorvolo. […]
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