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Blog di Paola Peduzzi & Daniele Raineri

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Perché Israele ha sbagliato

L'operazione israeliana di ieri aveva due chiari obbiettivi. Uno: impedire che si aprisse un corridoio navale incontrollato verso un territorio in mano a un nemico mortale. Due: evitare morti e feriti, per non cadere nella provocazione dei pacifisti, perché la battaglia è ovviamente anche una battaglia d'opinione pubblica. Considerate queste premesse, ieri è stato un disastro. Guardate il video dei commando che si calano dagli elicotteri sulla Marmara. Ma chi è quel soldato penzoloni, appeso alla corda ed esposto alle bastonate? Ma chi vi ha addestrato, Topo Gigio? Da qualche parte nella gerarchia militare israeliana qualcuno ha pianificato l'operazione di ieri e dovrebbe essere cacciato a calci, e non importa che il capo di stato maggiore Gabi Ashkenazi ora dica "sono stati splendidi", speriamo che lo faccia soltanto per mostrare compattezza nel mezzo della crisi. Che cosa potevano fare? Potevano spazzare il ponte della nave con i lacrimogeni, con gli idranti, con i proiettili di gomma. Potevano scendere armati di taser, la pistola elettrica che avrebbe lasciato gli aggressori turchi paralizzati dal dolore per mezz'ora e incapaci di muovere un dito. Non devi mettere i tuoi uomini in condizioni così difficili che per non farsi sopraffare sono costretti a compiere un disastro. 

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