Bashar el Assad con Vladimir Putin (foto: Wikicommons)

L'opinione pubblica russa è stanca della guerra di Putin in Siria

Micol Flammini

Un sondaggio rileva come la popolazione non voglia più sostenere le operazioni militari che l'hanno coinvolta nella guerra civile siriana. I timori di un nuovo Afghanistan

Le operazioni militari in Siria vanno ormai avanti da due anni ma l'opinione pubblica russa non vuole più saperne. Secondo un sondaggio del Levada Center, organizzazione non governativa che si occupa di analisi, soltanto il 30 per cento della popolazione vuole che il Cremlino continui a sostenere Bashar el Assad nella guerra siriana, il 49 pensa che Mosca dovrebbe ritirarsi immediatamente e il 21 per cento ha risposto di essere indeciso.

  

All'inizio l’intervento russo in Siria aveva suscitato l’entusiasmo della popolazione che, come dimostrano i sondaggi del 2015, diceva di condividere l’iniziativa di Vladimir Putin. Era un periodo in cui le operazioni militari russe riscuotevano molto successo: quando Mosca ha annesso la Crimea, il presidente russo ha conosciuto un consenso quasi mai visto prima.

  

Il sondaggio sembra dimostrare che, quando si tratta di usare l’esercito per rafforzare o allargare i confini nazionali, i russi approvano l’intervento militare. Diverso è quando le truppe vengono utilizzate per guerre più lontane, in territori poco conosciuti. Ai russi, la guerra in Siria non piace, è vista come un’operazione inutile che richiede anche un notevole sforzo economico. Con le operazioni militari siriane, iniziate il 30 settembre 2015, la Russia ha già pagato un alto tributo a livello di sangue. Ieri, durante la battaglia contro lo Stato islamico a Deir Ezzor, è morto anche il generale Valerij Asapov, ferito da un colpo di mortaio.

  

Le perdite stanno diventando sempre più ingenti, ma la Russia ha anche un altro problema con l’intervento in Siria: l’Afghanistan. Secondo l’analisi del Levada Center, l’intervento militare deciso da Putin riporta alla mente della gran parte dei cittadini russi la disfatta della guerra russo-afgana che costrinse Mosca a una guerra di logoramento durata dieci anni.

  

In Siria, come in Afghanistan, i russi combattono a fianco delle truppe locali regolari e, secondo l’opinione pubblica, sono tante le analogie con la guerra del 1979 che potrebbero trascinare l’esercito di Mosca in una guerriglia logorante contro combattenti che conoscono bene il territorio. In Russia, la guerra in Afghanistan è stata ribattezzata il “Il Vietnam sovietico”, su 620.000 soldati ne sono morti circa 16.000, molti in combattimento, altri hanno contratto malattie causate dalle condizioni climatiche locali, i dispersi sono stati 417. Per ora il conflitto siriano non può competere con questi numeri, ma secondo l'agenzia Reuters, le vittime ad agosto erano già arrivate a 76, 40 solo nel 2017. Numero previsto in crescita nel mese di settembre per via dell'impegno militare russo a Deir Ezzor.

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