Sullo stato di Juncker

In un'intervista a Politico, il presidente della Commissione europea aveva dichiarato che il discorso all'Europarlamento sarà un punto cruciale per se stesso e per l'Unione

Sullo stato di Junker

Foto LaPresse

Jean-Claude Juncker verrà sicuramente ricordato dai posteri. Ma come? Le ipotesi sono tre: o come l’uomo che ha perso la Gran Bretagna, o il capitano ubriacone di una nave che affonda, oppure come il presidente della Commissione europea che ha salvato l’Ue. L’ardua sentenza non andrà ai posteri, ma potrebbe essere scritta oggi, durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione davanti all’Europarlamento.

 

Come sta l’Unione? probabilmente meglio di qualche anno fa e Junker, in un’intervista a Politico aveva dichiarato che lui, come l’Ue, sono in fase di ripresa: “il populismo è in discesa, i negoziati per la Brexit sono sotto controllo e l’economia del blocco è in lenta, ma costante ripresa”. La visione di Juncker si scontra con lo scetticismo - sentimento molto diffuso tra i paesi membri - di chi nei tre anni del suo mandato ha visto solo gli aspetti negativi  inclusi i pettegolezzi sul suo amore per il gin e le sigarette.

 

Juncker è il presidente della Commissione di un’Europa scettica e il suo mandato è anche quello di fornire delle risposte ai singoli paesi membri. ll suo discorso di oggi sarà il tentativo estremo di dare delle soluzioni, sarà la sua “ultima opportunità” come ha dichiarato a Politico in un’intervista dal suo studio nel palazzo Berlaymont.

 

Il destino di Juncker presidente, semmai abbia una vita all’infuori della politica, è indissolubilmente legato a quello della Ue, e il discorso di oggi sarà una sorta di manifesto personale, come lui stesso ha ammesso, la sua ultima opportunità di essere ricordato come colui che ha guarito le ferite dell’Unione causate da crisi economica, crisi migratoria e soprattutto dalla perdita di uno dei paesi membri più importanti.

 

A Politico, Juncker ha detto:“il discorso del 2017 sarà più importante di quello del 2018 e mi chiedo se non sia il caso di dire tutto ciò che penso, di dare la mia concreta opinione sulle cose”. E nella sua visione dell’Europa c’è un blocco più snello, in grado di cooperare senza perdere di vista la sovranità nazionale. Junker ha di fronte la necessità di fare proposte ambiziose, un discorso sottomesso lo consegnerebbe alla storia come il fautore della Brexit, colui che non ha saputo fornire soluzioni, ma contemporaneamente, delle proposte troppo audaci potrebbero essere facilmente bloccate dalla prudenza degli stati. Insomma, ci sono due opportunità di fronte a lui, mancare il bersaglio, o colpirlo e poi Jean - Claude Juncker si consegnerà alla Storia.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi