Dallo scorpione alle Farc. Higuita sogna la presidenza della Colombia

L'ex gruppo terroristico vorrebbe l'ex portiere della nazionale di calcio colombiana come candidato alle prossime elezioni

Dallo scorpione alle Farc. Higuita sogna la presidenza della Colombia

Foto LaPresse

Lo ricordate René Higuita? Il grande portiere colombiano famoso sia per la parata “dello scorpione”  – un gesto tanto spettacolare quanto poco redditizio, che consisteva nel farsi superare dalla palla e colpirla in tuffo con entrambe le suole delle scarpe –, sia per la sua mania di sganciarsi in avanti e palla al piede tentare il dribbling, oppure salire in area di rigore avversaria durante i calcio d’angolo per tentare il gol. In carriera ne segnò 45: meglio di lui solo Rogério Ceni (120) e José Luis Chilavert (62) nella storia del calcio. Adesso gli ex-guerriglieri delle Farc gli hanno proposto formalmente di essere il loro candidato presidenziale per le prossime elezioni.

 

L'idea è venuta nel corso del congresso nel quale, terminato formalmente il disarmo, le Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia stanno ufficializzando la loro trasformazione in partito politico legale. “René, dovunque tu stia un tremendo abbraccio da questo congresso delle Farc”, gli ha detto il leader degli ex-guerriglieri Ricardo Téllez alias Rodrigo Granda in conferenza stampa. “Ti aspettiamo perché tu ci possa aiutare e magari stare in una delle nostre liste per il Senato o per la Presidenza”.

Higuita, dopo essere stato per un po' in Arabia Saudita a fare l’allenatore dei portieri dell'Al-Nassr, è tornato in patria, a fare lo stesso lavoro per l'Atlético Nacional di Medellín, sua città natale. Ma un anno fa aveva trovato il tempo per fare un salto a quella Decima Conferenza Nazionale Guerrigliera in cui le basi delle Farc avevano approvato la fine della lotta armata. Per questo per Granda si tratta di una persona che “veramente ha lavorato per la pace in Colombia”.

 

Dopo la bocciatura del referendum sulla prima bozza dell'accordo di pace, le Farc in Colombia restano impopolari, a maggior ragione dopo la polemica sull'inventario dei loro beni: contando gli immobili, i 241.560 ettari di terreni, i veicoli, i 20.724 capi di bestiame, le armi, il patrimonio ammonterebbe a un miliardo di pesos, oltre a 450.000 dollari in contanti e 267.520 grammi di oro.

 

Insomma, le Farc hanno bisogno di mostrare un volto più simpatico, e indubbiamente quello di Higuita è più accattivante che non quello di Granda. D'altra parte il soprannome di “loco”, cioè “matto”, non venne dato a Higuita soltanto per il stile di gioco, quanto per il suo stile di vita: il portiere nel 1993 finì sette mesi in galera, dopo essersi prestato da mediatore in un sequestro senza avvisare la polizia. E nel 2004 fu trovato positivo alla cocaina in un test anti-doping.

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Commenti all'articolo

  • carlo schieppati

    31 Agosto 2017 - 17:05

    Sempre meglio di Macron.

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