L'erede di Samsung, Lee Jae-yong, è stato condannato per corruzione

Il vicepresidente dell'impero tecnologico coreano è coinvolto in uno scandalo enorme insieme all'ex presidente della Corea del sud Park

L'erede di Samsung, Lee Jae-yong, è stato condannato per corruzione

Lee Jae-yong

Il tribunale di Seul ha condannato a cinque anni di reclusione Lee Jae-yong, vicepresidente ed erede dell'impero Samsung, perché colpevole di corruzione. Lee ha sempre negato tutte le accuse e rischiava una condanna ancora più pesante (pari a 12 anni). Secondo i giudici ha donato 36 milioni di dollari a fondazioni non profit gestite da Choi Soon-sil, amica dell'ex presidente coreana Park Geun-Hye, in cambio di favori politici.

 

Anche Park è in carcere in attesa di giudizio ed è accusata di corruzione, abuso di potere e divulgazione di segreti di Stato. Nell'inchiesta è centrale la figura di Choi Soon-Sil, ribattezzata la "Rasputin" sudcoreana, accusata di avere utilizzato la sua amicizia con con la Park per estorcere denaro alle grandi aziende sudcoreane – come Samsung – che, per ottenere favori, avrebbero versato milioni di dollari a fondazioni private da lei create.

 

Lo scandalo ha riportato in primo piano il problema dei "chaebol", i grandi gruppi industriali sudcoreani, la cui guida passa di mano per via ereditaria e i cui capi in passato sono stati spesso al centro di diversi casi di corruzione o evasione fiscale. Ma che, quasi per consuetudine, venivano sempre graziati dai presidenti in carica. 

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Commenti all'articolo

  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    25 Agosto 2017 - 22:10

    Lo scandalismo e l'onestismo, ormai a livello mondiale sono le armi micidiali con cui satana riesce ad abbattere e liberarsi di persone politicamente valide che potrebbero giovare molto alle loro comunità. Ma con queste armi satana riesce a far fuori i capaci e ad insediare ai posti di comando dei puri ed onesti imbecilli. Così poi fa fare loro quello che vuole, ossia la rovina dell'umanità.

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