Migranti, la Francia non vuole un'altra "giungla" a Calais

Meno di un anno dopo lo sgombero dell'enorme baraccopoli del nord della Francia, i migranti sono tornati ad affollare i dintorni della città. "Non vogliamo ripetere gli errori del passato, ma gestire i problemi attuali", ha detto il ministro dell'Interno Collomb

Meno di un anno dopo la distruzione della “giungla” di Calais, l'enorme baraccopoli del nord della Francia, i migranti sono tornati ad affollare i dintorni della città. La situazione diventa sempre più tesa. Nella notte tra lunedì e martedì scorso sono scoppiate una serie di risse tra i migranti che stazionano nei pressi dell'autostrada A16 che costeggia la zona portuale. Ora il governo francese dovrà fornire, attraverso strutture mobili, acqua e servizi igienici e aprirà due centri di accoglienza lontano dalla città per gli stranieri che continuano ad arrivare con l’intenzione di superare la Manica e raggiungere il Regno Unito. Il Consiglio di stato francese, la più alta fra le giurisdizioni amministrative d'Oltralpe, ha ordinato infatti di porre fine quello che ha definito un trattamento inumano dei migranti. Le autorità municipali e prefettizie della città si sono opposte e dichiarano gravissima l'ingerenza del tribunale amministrativo. Ma il Consiglio di stato ha considerato che “le condizioni di vita dei migranti mostrano una carenza delle autorità pubbliche, cosa che le espone a trattamenti inumani e degradanti e che porta danno grave e manifestamente illegale a una libertà fondamentale”. Se le autorità se ne lavano le mani, dice in sostanza la Corte, la situazione rischia di degenerare.

 

"Non vogliamo ripetere gli errori del passato, ma vogliamo gestire i problemi attuali di Calais", ha detto il ministro dell'Interno Gerard Collomb, che ha ricordato come intorno alla città ci siano ora circa 350-400 migranti (sebbene “in aumento nelle ultime settimane”) rispetto ai 10.000 che abitavano la “giungla”. I due nuovi centri per ospitarli saranno a Bailleul e Troisvaux, a circa un'ora di auto. Collomb vuole evitare di fornire strutture che potrebbero attrarre i migranti in città, rendendola ancora una volta una calamita per coloro che cercano di raggiungere la Gran Bretagna.

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