Perché un regime change in Corea del nord è difficile, ma non impossibile

Dopo anni di tentativi, occhio ai millennial

Giulia Pompili

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pompili@ilfoglio.it

Perché un regime change in Corea del nord è difficile, ma non impossibile

Kim Jong-un (foto LaPresse)

Roma. L’ultimo test missilistico della Corea del nord, il secondo di un missile balistico intercontinentale (Icbm) in tre settimane, è il segnale che qualcosa nella nostra strategia di contenimento della minaccia nordcoreana non sta funzionando. E l’hanno capito tutti, ormai, perfino gli analisti che fino a un mese fa parlavano dell’ipotesi di Pyongyang armata con tecnologie offensive per l’America come di un futuro lontano, di cui ci si occuperà più in là. E invece no. Ci siamo, è qui e...

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    31 Luglio 2017 - 22:10

    Sì ma poi chi glielo racconta alla sinistra PD che anche Pyongyang è caduta per qualche fighetto che voleva l'iPhone?

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  • carlo.trinchi

    31 Luglio 2017 - 22:10

    La domanda da porsi è perché la Cina non si muove. Oppure perché gli fa partire missili a lunga gittata? E perché l'America si preoccupa tanto della corea del nord? Sembra un diversivo più che un problema vero. Il punto è la Cina, la Corea del nord è una foglia di fico.

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  • fabriziocelliforli

    31 Luglio 2017 - 21:09

    No; i milennials al macello no. ok avete individuato una crepa; ma non è l'unica. Lavorare al cervello del dittatore insinuandosi in una delle infinite falle risparmierebbe tante vite umane. Un individuo del genere non merita il sacrificio neanche di una vita umana

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