La decomposizione di una Repubblica

Altro che Nixon e Kissinger. Alla Casa Bianca c'è un pazzo solo al comando. Il peggio è che è esattamente quello che si aspettavano e volevano i suoi elettori

La decomposizione di una Repubblica

Donald Trump (foto LaPresse)

Magari fosse una crisi costituzionale. Con Richard Nixon fu così che andò. Ostruzione della giustizia. E solo poi caos e vergogna nazionale. Punto. Nixon aveva fatto passi da gigante in campo diplomatico, cambiando l’ordine mondiale con il favoloso viaggio in Cina, e aveva fronteggiato con decisione il mutamento delle ragioni di scambio tra paesi produttori di petrolio e no, la Grande Turbolenza iniziatasi nel 1973. Ma il punto più importante è che nessuno tra coloro che avevano votato Nixon, e...

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  • fabriziocelliforli

    31 Luglio 2017 - 22:10

    Mi considero DA SEMPRE amico degli Usa e tengo a questa amicizia. Se vedi che un amico o uno che rappresenta il Paese amico sta sbagliando, hai solo due opzioni davanti a te: 1)te ne freghi ma allora tanto amico non eri; 2)glielo dici; da amico: duramente o come vuoi per salvare l'amicizia. Con i miei amici più cari l'ho fatto: abbiamo litigato duramente ma civilmente, poi ci siamo riabbracciati con gli occhi lucidi. Questo dovrebbero fare gli amici dell'America con l'America ma nessuno lo sta facendo; e allora vien da dire che erano amici "solo per prendere su" benefici! Seconda parte: L'America come utopia, come non-luogo. Vedasi alla voce 'sogno americano' et similia. Per gli europei e per taluni in particolare l'America era il wildiano progresso come realizzazione delle utopie. Che non sia questo il padre di tutti i fraintendimenti? E' possibile ripensare l'America come realtà non necessariamente distopica ma senza utopia? un altro angolo visuale, insomma.. Grazie

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  • Giovanni Attinà

    31 Luglio 2017 - 14:02

    Una sola considerazione: a me Trump non piace ma ancora di più non mi piaceva la Hillary Clinton, responsabile dei disastri delle cosiddette "primavere arabe" e di della decadenza della politica estera Usa. Quanto a Giuliano Ferrara, come al solito, c'è l'esagerazione, perché in ogni caso gli Usa continuano ad essere una grande nazione. Piuttosto, vale anche per Renzi e compagni, questi politici dovrebbero fare fatti e non dilettarsi con i twitter. Questa prerogativa lasciamola alla gente comune e ai giornalisti. Ci sarebbe poi da fare una discorso sulla stampa Usa alla moda: ma in Italia c'è il complesso d'inferiorità e citare un giornale estero fa tanto chic.

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  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    31 Luglio 2017 - 11:11

    Il sovrapporsi della seconda bolla di calore estivo all’ennesima intemerata del direttore emerito contro l’aranciocrinito Donald, mi hanno dato il colpo di grazia; eccomi infatti ridotto - a 53 anni suonati - a scrivere una banalità populista come un 5stelle qualsiasi: “ Trump cadrà. Non perché cialtrone, quanto perché inviso all’establishment”. Ora, però, chiunque tu sia, esci dal corpo di Giuliano Ferrara e restituiscilo, integro, alla comunità dei lettori.

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  • luigi.desa

    31 Luglio 2017 - 07:07

    Che Trump sia un casinaro non ci piove ,ma è pur vero che contrariamente a quanto va ogni giorno lamentando Ferrara la struttura istuzionale Usa regge infatti in sostanza Trump sta comninando granchè gaffes a parte. Lo anticipò Lucio Caracciolo nelle more delle elezioni presidenziali. Negli Stati Uniti i poteri sono così bene bilanciati che Trump sarà ben controllato e gravi danni non potrà fare. Piuttosto sono gli anti trumpisti che l'hanno presa talmente male che forse si riuniranno in associazione per tentare con viaggi a Luordes , addirittura si piegheranno a chiedere a qualche pezzo islamico una fatwa contro Donald. Trump è un mattaccchione ha trovato un giocherello ( la presidenza ) e si diverte un mondo .Sotto la Trump tower c'è la solita gente che si crede pregna di ogni virtù e ulula rompendo le scatole in continuazione.Tutto ciò che accade in natura è naturale e qualche bell'ingegno non lo ha ancora capito.

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