La macronfobia non ha senso

Non solo Fincantieri. Londra e Roma ce l’hanno con il presidente francese. Lui cala nei sondaggi (e chissenefrega), ha i suoi difetti ma è schietto, è al centro della scena e in difesa dell’Europa schiera idee e fatti

Giuliano Ferrara

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ferrara@ilfoglio.it

La macronfobia non ha senso

Francia: Macron alla commemorazione di Padre Hamel (foto LaPresse)

Ora c’è la questione Fincantieri, un porto militare che avevamo facilmente rilevato da Hollande. Liberismo ed europeismo sì. Ma in questi casi la situazione si complica. Londra e Roma comunque ce l’hanno su con Macron, il presidente francese. Senza temere il ridicolo, un grande quotidiano commerciale romano ha detto in un’editorialessa domenicale che Macron vuole soffocare l’Europa. Il nostro ministro degli Esteri, un bravo ragazzo di Agrigento, è geloso dei negoziati hard di Yves Le Drian, un bretone che lavora...

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  • pietro.parodi2

    27 Luglio 2017 - 17:05

    Sui problemi strutturali del confronto Francia-Italia, Ferrara ha purtroppo ragione. La triste realtà è che noi siamo un Paese di fessi buonisti (o peggio), che ha giulivamente tollerato che una serie di governi imbecilli ci infilasse in questo disastroso problema dei clandestini, dal quale non siamo capaci ad uscire. Non credo che Macron col suo meeting a Parigi in cui i due rivali si sono uniti temporaneamente per batter cassa otterrà qualcosa. Ma è un fatto che la sua proposta di Hotspot in Libia è sicuramente più credibile che se l'avessimo fatta noi. Perché? Perché un Presidente Francese ha la possibilità di sostenerla con la forza militare, mentre noi siamo zavorrati non solo dal buonismo becero di TROPPI connazionali, ma da INFAMIE come l'Art. 11 della nostra invecchiatissima Costituzione.

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    • tamaramerisi@gmail.com

      tamaramerisi

      27 Luglio 2017 - 20:08

      I governi italiani sono MICRON, non per imbecillita', ma per astuzia: delle procure, dal 1992.

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  • travis_bickle

    27 Luglio 2017 - 17:05

    Povero Ferrara, l'ultimissimo dei suoi beniamini si vende gia' a prezzo ribassato, dopo un tempo denominato in settimane! Stracciato Renzi, che pure qualche mese l'aveva durato, prima di trovar casa tra gli zebedei del cittadino elettore italico! E lontanissima la B2 (il texano alcolizzato e il gioppino assassino albionico) e Ratzinger, inarrivabili la P2 e il divo Bettino! Il prossimo si dilegua al banchetto -al sorbetto, tra la carne e il pesce- di matrimonio, quello dopo non si presenta all'altare!

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  • pietro.parodi2

    27 Luglio 2017 - 17:05

    Ma per piacere...Il punto, temo,. è che i Francesi hanno cambiato Presidente, ma sono rimasti quelli che sono. Statalisti e illiberali fino al midollo. E Macron, di fronte ad un vistoso calo di consensi, ha subito capito che doveva assecondare la pancia del suo popolo ed ha immediatamente buttato nella poubelle i suoi principi liberali applicando lo strumento più becero e statalista della nazionalizzazione di fronte alla normalità di un'azienda straniera che ne acquisisce una francese. Il resto - sulla "strategicità" dei cantieri STS sono tutte balle per giustificare il capovolgimento dei principi. Se era per nazionalizzare le aziende, tanto valeva votare per Marine o Mélenchon. Si può solo sperare che le Aziende internazionali che vorrebbero traslocare da Londra a Parigi ci ripensino, annusando l'aria.

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    • tamaramerisi@gmail.com

      tamaramerisi

      27 Luglio 2017 - 21:09

      Comunque uno "statalista" francese e' ben diverso da uno statalista X. Potremmo dire che lo Stato sia nato in Francia. Ed e' uno stato orgoglioso, maschio, rispettabile, efficente, che si difende ancora. Non una scrofa da ingrassare alla quale succhiare latte gratis. Anche per questo la Francia, lo Stato Francese, e' sotto attacco. Non credo di aver mai visto un parlamentare o un ministro francese senza la cravatta, anche se vent'enne, soprattutto se vent'enne.

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  • carlo.trinchi

    27 Luglio 2017 - 15:03

    Perché giudicare Macron ora. Che Dio ce lo conservi. Se non segue i dettami nostri ma francesi ci sarà una ragione, una logica che rientra nella real politic che viviamo. I francesi che vincono su una Le Pen anti immigrati in una Francia che non ne vuole ha una logica politica. Suvvia se questa non è logica qualcuno dica cos'è. L'incontro con i libici sarà una mossa ma solo attraverso un Macron può, potrebbe avere un risultato. Fatto da noi un po meno. Va avanti e dialoga con la Germania e progetta con essa? Ma con chi altro potrebbe in questa fase storica. Con noi? Che facciamo caciara su l'acqua di Bracciano facendo a gara su chi arriva prima della magistratura e dei carabinieri? Con noi che non vogliamo una legge elettorale per essere degni di governare? Io non so ma ho le prove che siamo inaffidabili e lo vediamo tra baci, abbracci, scissioni e ricuciture impossibili e non auspicabili.

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    • sara.romoli74

      27 Luglio 2017 - 16:04

      Come la vede la nazionalizzazione temporanea di un europeista liberista?

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