Le faide interne al Gop bloccano (ancora) la riforma sanitaria di Trump

Sale il numero di senatori che si rifiuta di votare la cancellazione dell'Obamacare. I Repubblicani non hanno la maggioranza, spunta il rinvio di due anni. Ma il presidente insiste: “Cancellatela subito”

Le faide interne al Gop bloccano (ancora) la riforma sanitaria di Trump

“E ora lasciamo che fallisca”. Donald Trump svela, su Twitter, la sua strategia per arrivare alla cancellazione dell'Obamacare. Non ci sarà alcun voto per eliminare subito, senza sostituirla con una nuova, la riforma sanitaria voluta dal suo predecessore. Semplicemente, come detto anche in passato, lascerà che fallisca. E a quel punto, prosegue, anche i Democratici saranno costretti a rivedere le loro posizioni.

 

 

In realtà a frenare Trump non è stata l'opposizione Democratica quanto la faida interna al “suo” partito. Uno scontro che, al momento, vede in vantaggio i senatori repubblicani che hanno deciso di non seguire il presidente lungo la strada che porta alla cancellazione immediata dell'Obamacare. 

 

Già nelle scorse settimane il Senato aveva deciso di far slittare il voto. Infatti, nonostante sulla carta il Gop abbia la maggioranza nei due rami del Congresso, gli scontri interni avevano convinto il leader repubblicano, Mitch McConnell, a non rischiare. In realtà McConnell sperava che falchi e moderati si sarebbero riuniti contro una legge che i conservatori detestano, ma così non è stato.

 

Anzi, ieri sera, alle defezioni dei senatori Susan Collins e Rand Paul, si sono aggiunte quelle di Mike Lee e Jerry Moran. E questo significa una sola cosa: i Repubblicani non hanno i numeri per cancellare la legge. E così se ne riparlerà più avanti. La proposta di McConnell è quella di votare comunque l'abolizione dell'Obamacare ma di concedere due anni di tempo perché si arrivi ad una transizione più “morbida”. Il presidente, via Twitter, aveva provato a insister: “I Repubblicani devono cancellare ora l'Obamacare e poi ripartire da zero per costruire un nuovo piano sanitario”. Aggiungendo poi di essere certo che i Democratici si uniranno a questa opera di “riscrittura”.

 

  

Nel frattempo Jonh McCain, ricoverato in Arizona dove è stato sottoposto ad un'operazione, invitava a ripartire con un lavoro che portasse a modifiche concordate che tenessero conto dei suggerimenti di tutti. Mentre Chuck Schumer, leader dei Democratici al Senato, apriva al suggerimento dell'avversario: “I Repubblicani ricomincino da zero e lavorino con i Democratici ad un piano che garantisca una tenuta di lungo termine ai mercati e migliori il nostro sistema sanitario”. Alla fine Trump, come spesso capita, ha deciso di fare da sé. Non senza riservare una stoccata ai repubblicani “infedeli”.

 

 

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