Trump divora House of Cards

Il presidente americano in sette mesi, a forza di rivelazioni, di bugie svelate, di collusioni provate e di illazioni selvagge ha reso obsolete le serie sulla politica americana

Trump divora House of Cards

Foto LaPresse

Roma. House of Cards ha eletto Donald Trump e per tutto ringraziamento Donald Trump ha distrutto House of Cards. Non ci sono prove o numeri per dirlo, ma è possibile pensare che tra il 2013 e il 2016 la serie House of Cards abbia fatto la sua particina per spianare la strada di Trump verso la Casa Bianca. Ricordate le prime stagioni? Tutta quella descrizione della politica americana come il cupo scontro permanente di poteri corrotti, che fanno cose indicibili e non si risparmiano colpi bassi e colpi bassissimi, tra colonnati di marmo e saloni arredati bene. Roba che resta in testa, a livello subliminale. Trame che solleticano il rancore. Dopo tre, quattro stagioni così non c’è da meravigliarsi che il forgotten man del Michigan abbia mandato Trump in trionfo a Washington come suo rappresentante. Il newyorchese non sarà Machiavelli ma giustappunto, meglio uno così che i maledetti Underwood: “Drain the swamp!”, asciuga la palude, è una delle richieste dell’America che si sente emarginata.

 

Il presidente non ha asciugato la palude di Washington, anzi, e non ha ricambiato il favore a House of Cards: in sette mesi, a forza di rivelazioni, di bugie svelate, di collusioni provate e di illazioni selvagge ha reso obsolete le serie sulla politica americana, le ha svuotate di aspettativa. Sul serio, oggi se vuoi roba eccitante metti in pausa la tv e apri i siti dei giornali americani. Una volta si guardava House of Cards per immaginare – ma a distanza di sicurezza – un universo un po’ più piccante del solito, mentre in quello vero succedevano cose regolari, Obama faceva scelte più o meno discutibili ma senza infilarsi in scandali a catena e Michelle Obama coltivava l’orticello. Ora l’universo alternativo piccante siamo diventati noi. Perdipiù i guai di Trump hanno preso un andamento a puntate, seguono il ritmo di un disvelamento che sembra studiato da un gruppo di abili sceneggiatori – e invece è il risultato del lavoro di un paio di redazioni importanti, di qualche talpa dentro l’Amministrazione e del Federal Bureau of Investigation.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    13 Luglio 2017 - 11:11

    Quanto più se ne parla e tanto più Trump diventa grande Continuando l'andazzo sarà uno dei più importanti/chiaccherati presidenti della storia degli Stati Uniti. Perfino le cornachiette italiche cra-craccano ogni giorno. Il clamore sale sempre più di toni così da far pensare che il motteggio 'Tanti nemici tanto onore' è divenuta una investitura divina .A leggere i resoconti del Foglio o ad ascoltare le malignità della Giovannona di America il giudizio su l'uomo è implacabile , è uno scemo a tutto tondo, non ne azzecca una che una . Una scemata pensa e cento ne fa, invece a mio giudizio è più un serpente a sonagli.Un tycoon furbo e spietato .Pare totalmente indifferente a quanto gli accade - mentre in platea tutti fanno "ohohoooo come nei fil horror. Nella storia delle presidenze americane pare che Donald sia l'unico presidente che si permette di prendere a pesci sul muso l'intiera potentissima stampa americana. E sì come scemo e proprio strano.

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    12 Luglio 2017 - 22:10

    E la chiamano Free Press. Sarà free, nel senso che è libera di presentare quel che vuole come vuole. Ma sembra un medico dimentico del giuramento di Ippocrate. Un medico che per soldi ti cava un rene sano. Vogliono fare fuori Trump. E molti di quelli che lavorano nei media nemmeno si accorgono che stanno rendendosi complici del peggiore assassinio politico che potrebbe capitare al mondo in questi anni cruciali per l'Occidente, che noi siamo per scontato, come fosse un nonno inutile.

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