Sulla cittadinanza Londra ci sta imbrogliando, dice l'Europarlamento

I principali partiti europei non voteranno la nuova proposta del Regno Unito sui diritti dei cittadini europei, che rischia di "creare cittadini di seconda classe"

Sulla cittadinanza Londra ci sta imbrogliando, dice l'Europarlamento

Guy Verhofstadt (foto LaPresse)

I principali partiti del Parlamento europeo dicono che non voteranno la nuova proposta del Regno Unito sui diritti dei cittadini europei, definita un "imbroglio" che rischia di "creare cittadini di seconda classe". Autore della lettera aperta inviata al quotidiano britannico Guardian in cui sono spiegati i motivi della bocciatura, c'è l'ultra europeista  dei liberali (Alde). Ma il messaggio è stato firmato anche dai leader del Partito popolare europeo (Manfred Weber), del Partito socialista europeo (Gianni Pittella), dei Verdi (Ska Keller e Philippe Lamberts) e della sinistra più oltranzista del Gue/Ngl (Gabi Zimmer). Altri co-firmatari sono membri della Commissione permanente per la Brexit, Elmar Brok, Roberto Gualtieri e Danuta Huebner. Nell'aula di Strasburgo, il sostegno alla linea dura nei confronti della proposta di Londra si tradurrebbe nel 77 per cento del Parlamento dell'Ue. L'assemblea ricopre un ruolo di primo piano nelle trattative sulla Brexit e ogni decisione presa dal team di negoziatori dovrà essere sottoposta al voto dell'Europarlamento, che ora avverte Theresa May: "Ci riserviamo il diritto di rifiutare qualunque accordo che danneggia i cittadini europei, a prescindere dalla loro nazionalità".

 

 

Per Verhofstadt, le garanzie proposte dal premier britannico Theresa May nei confronti dei cittadini europei residenti nel paese sono ancora troppo vaghe. Un'incertezza che riguarda diverse categorie: dagli studenti europei che hanno fatto domanda per studiare nelle università inglesi prima della Brexit e che dovranno comunque pagare tasse più elevate, passando per i medici, la cui qualifica potrebbe non essere più riconosciuta oltremanica, e soprattutto i transfrontalieri che – ricorda Verhofstadt – non sono nemmeno citati nella proposta della May, per finire con le regole definite "inique" sui ricongiungimenti familiari. La controproposta degli europarlamentari, chiarita dallo stesso Verhofstadt in un'intervista a Radio Bbc 4, è che Londra continui a garantire i diritti attuali ai cittadini europei, invece di "inventarsi un nuovo status".

   

L'avvenimento di Bruxelles non riguarda solo i diritti dei cittadini. Per i parlamentari, qualunque ipotesi di un prolungamento dei negoziati oltre la scadenza del 30 marzo 2019 sarebbe impensabile. Due mesi dopo si voterà per il rinnovo dell'assemblea a cui, se il negoziato non dovesse essere concluso, dovrebbe partecipare anche il Regno Unito. Un'ipotesi che gli europarlamentari considerano paradossale e irragionevole.

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