Storia di un’idea italiana per la Libia

Un progetto del 2009 doveva risolvere il problema dell'immigrazione dalla frontiera libica, ma è stata frustrato dall’instabilità di Tripoli

Raineri

Operazione di salvataggio al largo delle coste della Libia . Foto LaPresse/Reuters

Roma. Si è cominciato a parlare di una iniziativa italiana per controllare il confine sud della Libia già nel 2008, quando c’era ancora Gheddafi e gli sbarchi in Italia furono circa 37 mila. Il concetto di fondo è semplice. Le rotte per arrivare in Europa sono due, quella balcanica che parte dalla Turchia e quella del mare che parte dalla Libia. La rotta balcanica oggi è bloccata del tutto grazie a un accordo con il governo turco. Se si potesse...

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Commenti all'articolo

  • m.pascucci

    06 Luglio 2017 - 09:09

    Non sono certo un esperto di politica internazionale, e quindi forse dico sciocchezze. Però mi permetto un'osservazione: sarebbe così difficile accettare l'idea di una Libia suddivisa in due entità politiche diverse se il prezzo della stabilità fosse questo? Capisco che se ci sono difficoltà a controllare i confini esterni a maggior ragione ce ne sarebbero nel controllo di un nuovo confine interno. Ma siamo sicuri che questa opzione non sia poi del tutto campata in aria?

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  • carlo.trinchi

    05 Luglio 2017 - 17:05

    Questo momento politico sa di paura. Paura elettorale, paura di essere spazzati via tutti, tutti indistintamente. Minniti non sa più a che santo rivolgersi. I migranti ad orologeria arrivano a miliaia di miliaia e qui si fa il sesso degli angeli sul a chi darli o dove nasconderli. L'Europa non ha voltato le spalle, l'Europa ci dice che sull'argomento invasione ognuno deve fare da solo. Loro chiudono le frontiere e noi chiudiamo i porti. Altra via non ve ne è perché continuare ad immettere disperati porterà ad una rivoluzione interna senza precedenti. Tutti hanno chiuso e noi ancora ad immettere miseria e disperazione. Il papa la smetta di sragionare e si dia una calmata sulla pietà e numeri incontrollabili. Dica di aiutarli a casa loro e non di immetterli senza logica e ragione. Se Macron ha detto quello che ha detto perché altrimenti lo avrebbero suicidato. Quindi? Quindi prendere coscienza dei fatti ed agire di conseguenza. L'emergenza è qui non in Africa dove è sempre stata.

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  • carlo schieppati

    04 Luglio 2017 - 23:11

    Mi pare di sognare. Quale storia di un'idea? Nel 2008 Berlusconi e Gheddafi hanno firmato un trattato, cosiddetto di amicizia e cooperazione (ratificato il 6 febbraio successivo) che prevedeva tra l'altro la chiusura del quarantennale contenzioso per le vicende coloniali: in totale 5 mld di dollari e la fine dei passaggi di clandestini verso l'Italia. Quei 5 mld sarebbero stati pagati in investimenti affidati ad imprese italiane quindi un doppio affare per noi. L'accordo è stato siglato sotto la mitica tenda del colonnello per la gioia dei nostri benpensanti che hanno potuto dar sfogo alle loro tristi ironie. Poi c'è stata la guerra civile inventata da quel vero porco di Sarkozy, poi i sorrisetti con la Merkel, poi il commissariamento dell'Italia nel novembre 2011. Ancora una volta bisogna riconoscere che l'Impresentabile aveva visto giusto.

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