Le granate a Caracas

Un piccolo golpe-farsa segnala che la crisi in Venezuela è ormai esplosiva

Le granate a Caracas

Proteste anti-Maduro a Caracas (foto LaPresse)

“Un disperato bisogno di golpe a Caracas”, titolava il Foglio una settimana fa per sottolineare con intento provocatorio fino a che punto la situazione in Venezuela sia diventata insostenibile, stretta tra la violenza e l’ottusità del regime chavista. Ecco, un tentativo di golpe alla fine c’è stato, ma più che disperato è stato tragicomico. Nella notte tra martedì e mercoledì un elicottero della polizia ha lanciato due granate e sparato colpi d’arma da fuoco contro l’edificio della Corte suprema del paese e la sede del ministero dell’Interno, senza provocare vittime. L’elicottero era pilotato, a quanto pare, da nove membri golpisti delle forze di polizia.

 

 

 

Il leader della piccola rivolta, apparso successivamente in un video di rivendicazione diffuso sui social media, sembra essere Oscar Pérez, commissario di una Brigada de Operaciones Especiales del Cipc, le forze speciali della polizia e attore in un film trash apparso l’anno scorso in cui ricopre proprio il ruolo di elicotterista. Nel video, Pérez rivendica l’attacco facendo riferimento all’articolo 350 della Costituzione venezuelana, in cui si legge che “il popolo del Venezuela, fedele alla sua tradizione repubblicana, alla sua lotta per l’indipendenza, la pace e la libertà, disconoscerà qualunque regime, legislazione o autorità che sia contrario ai valori, princìpi e garanzie democratici”. Il presidente Maduro, in un messaggio televisivo, ha accusato Pérez e i suoi di golpe e ha detto che presto i colpevoli saranno catturati dalla giustizia, lasciando intendere che i rivoltosi sono ancora liberi e in possesso dell’elicottero. La Corte suprema venezuelana è un obiettivo simbolico, perché è dai suoi giudici filo regime che provengono tutti i provvedimenti che hanno annichilito l’opposizione a Maduro e bloccato ogni tentativo di far cadere pacificamente il dittatore. Ma mentre in piazza la polizia continua a uccidere manifestanti innocenti e la comunità internazionale sembra incapace di risolvere la situazione con un negoziato efficace, il piccolo golpe di Pérez è un segnale del fatto che la situazione in Venezuela potrebbe diventare molto più pericolosa ed esplosiva di quanto già non sia.

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