In Venezuela un elicottero ha attaccato la Corte Suprema

Il velivolo rubato da un agente della polizia che rivendica con un video: "Siamo un gruppo di civili e militari stanchi della tirannia del governo"

In Venezuela un elicottero ha attaccato la Corte Suprema

In Venezuela un poliziotto ha rubato un elicottero militare e ha attaccato il palazzo della Corte Suprema lanciando granate in quello che il presidente Nicolas Maduro ha definito un attacco terroristico. Il pilota si chiama Oscar Perez e dopo l'attacco aereo è riuscito a fuggire. Su Instagram, Perez ha pubblicato un video in cui rivendica l'attacco. Vestito in uniforme, con alle spalle altri agenti armati col capo coperto, l'agente ha detto di opporsi alla "tirannia" del governo, contro il quale si è mobilitato da tempo il popolo venezuelano che chiede le dimissioni di Maduro. "Siamo una coalizione di impiegati, poliziotti e civili che cercano un equilibrio e che sono contro questo governo criminale", ha detto Perez nel suo video. "Non apparteniamo ad alcun partito o ideologia politica. Siamo nazionalisti e patrioti". La nostra "battaglia", ha continuato, "non è contro le forze di sicurezza" ma "contro l'impunità di questo governo. E' contro la tirannia". Non è chiaro se il gruppo sia sostenuto da qualche forza politica o militare. Di Perez si sa solo che fino a poco tempo fa lavorava per l'ex ministro della Giustizia, Miguel Rodriguez Torres.

 

 

 

 

 

"Ho attivato tutte le forze armate per difendere la pace", ha detto Maduro, che ha spiegato come l'attacco avrebbe potuto causare dozzine di morti. Il tentato assalto dell'elicottero, invece, non ha causato vittime e alcune delle granate non sono riuscite a detonare. "Presto o tardi cattureremo quell'elicottero e coloro che hanno condotto questo atto di terrore", ha promesso Maduro.

 

L'attacco alla Corte Suprema di Caracas rappresenta un atto di aggressione estrema al presidente Maduro e alle istituzioni, il culmine di proteste violente – che finora hanno causato 70 morti – che sono in corso da mesi contro il governo, considerato corrotto e responsabile di una crisi economica e umanitaria senza precedenti. Si pensa che ora, dietro a Perez, possa esserci una sorta di coalizione tra i vertici militari del paese, stanchi di Maduro. Il presidente da tempo accusa le forze straniere, gli Stati Uniti in particolare, di sostenere e organizzare le manifestazioni di protesta e ha minacciato Donald Trump che il Venezuela resisterà alla sua ingerenza.

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Commenti all'articolo

  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    28 Giugno 2017 - 18:06

    Oops! Mi capita tra le mani un trafiletto di stampa “british” del febbraio 2017…. “[…] “Quando Chavez morì di cancro il 5 marzo 2013, Corbyn propose una mozione alla Camera dei Comuni per esprimere le condoglianze al Venezuela ed il riconoscimento al colossale (letterale: “huge”) contributo che [Chavez] ha dato all’eliminazione della povertà nel suo Paese […] ed al modo in cui si è speso dando voce ai più poveri ed abbandonati dell’America Latina”. Ai nostalgici delle magnifiche sorti del socialismo, agli italici fighetti che hanno festeggiato l’exploit di Jeremy Corbyn ed ai tanti altri meno fighetti, semplici frequentatori di parrocchie -ai quali impeccabili pretini esperti di economia, storia e relazioni internazionale non hanno lesinato la domenicale dose di omelie su capitalismo, Europa, Brexit e Trump e Teresa May - non dispiacerà che si faccia un becero collegamento tra quanto sta accadendo in Venezuela ed il lascito di Chavez al compare Nicolas Maduro. O, invece, si?

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  • guido.valota

    28 Giugno 2017 - 14:02

    ...sempre che non si tratti di uno spettacolino offerto da Maduro.

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  • guido.valota

    28 Giugno 2017 - 14:02

    Figo. Così, si fa. E sarebbe finalmente ora che gli USA interferissero pesantemente negli affari di questi cialtroni. Il petrolio, come i soldi, non vanno lasciati marcire nelle tasche di comunisti incapaci.

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