Cosa sappiamo dell'attentato sventato a Bruxelles

Esplosione nella stazione centrale della capitale belga. Fermato un uomo di nazionalità marocchina con un giubbotto esplosivo

Cosa sappiamo dell'attentato sventato a Bruxelles

Bruxelles, esplosione alla stazione centrale (foto LaPresse)

[Articolo aggiornato alle 17,30 del 21 giugno] C'è stato un tentativo d’attentato in Belgio: nella stazione centrale di Bruxelles un uomo avrebbe fatto detonare una valigia o uno zaino nella zona delle biglietterie. L'assalitore è stato ucciso dagli uomini dell'esercito. Le prime testimonianze raccolte dai media locali, ma ancora da verificare dalla polizia, dicono che l’attentatore avesse urlato “Allah U Akbar” durante l’esplosione. Il procuratore federale Eric Van Der Sypt non ha voluto commentare questa affermazione ma ha detto che "si tratta di terrorismo". Ine Van Wymersch, portavoce del procuratore federale, ha smentito le prime notizie che erano circolate a proposito di una cintura esplosiva indossata dall'uomo, sottolineando come non sia stato trovato nessun altro esplosivo sul suo corpo. Il canale VTM – che cita il ministro dell'interno Jan Jambon – segnala però che gli investigatori avrebbero trovato un secondo ordigno più grande. "È stato evitato il peggio", ha detto Jambon alla radio belga La Premiere, perché l'attentatore aveva con sé un'altra bomba, imbottita di chiodi, che non è esplosa.

Sempre secondo il ministro, le forze di sicurezza avrebbero "identificato l'attentatore" ma non ne hanno rivelato ancora l'identità. si sanno solo le iniziali O. Z., rese note dalla polizia belga. Era conosciuto per vari reati, ma non per questioni di radicalizzazione. Diversi media locali, tra cui la Dernière Heure, stanno riportando indiscrezioni senza conferme ufficiali, secondo le quali si tratterebbe di un uomo di nome Oussama, 36 anni, proveniente da Molenbeek e di nazionalità marocchina – quartiere a ovest del centro di Bruxelles, caratterizzato da una grande concentrazione di immigrati. Da lì provenivano alcuni dei terroristi dello Stato islamico che hanno attaccato a Parigi e a Bruxelles nel 2015 e nel 2016. La polizia starebbe perquisendo alcune case del quartiere, secondo i media belgi. 

Il procuratore Van der Sypt ha affermato che l'attacco non ha provocato feriti, al di fuori della morte dell'assalitore, e che i danni causati dall'esplosione sono stati limitati. Alle 11 è prevista una conferenza stampa degli inquirenti. Il portavoce della polizia belga Peter De Waele ha riassunto così i fatti di martedì: verso el 20,50 dei militari che pattugliavano la stazione di Bruxelles-Central, una delle più grandi del Belgio, hanno "neutralizzato con colpi d'arma da fuoco" il sospetto. Il suo decesso è stto annunciato dopo mezzanotte dalla polizia federale. 

"Il primo ministro Charles Michel e il ministro dell'Interno Jan Jambon seguono la situazione da vicino dal centro di crisi", ha dichiarato Frédéric Cauderlier, portavoce del premier. Su tutta l’area il dispiegamento di forze di sicurezza è stato imponente. E subito sono iniziati ad arrivare i primi video dal web, che mostrano l'arrivo delle ambulanze alla stazione e i momenti in cui le forze dell’ordine evacuano la Grand Place, la piazza centrale della città, adiacente alla stazione e affollata di turisti e passanti. Al momento non risultano vittime o feriti.

Il ministro dell'Interno ha poi annunciato un ulteriore rafforzamento delle misure di sicurezza anche per "eventi sensibili" come il concerto dei Coldplay in programma stasera a Bruxelles al Roi Baudouin Stadium.

 

La capitale belga è in stato di allerta massima da 18 mesi: il mattino del 22 marzo 2016 c'erano stati tre attentati in contemporanea, due presso l'aeroporto di Bruxelles e uno alla stazione della metropolitana di Maalbeek. Gli attentati erano stati rivendicati dallo Stato islamico, attraverso la sua agenzia di stampa Amaq. I tre kamikaze che si erano fatti saltare in aria avevano provocato 32 morti.

Questo attacco si verifica in un contesto di proliferazione del terrorismo jihadista in Europa negli ultimi mesi, in particolare nel Regno Unito – recentemente colpito a Londra e a Manchester – e in Francia. Solo ieri a Parigi è stato sventato un altro attentato quando un uomo a bordo di una Renault Mégane bianca è piombato su una camionetta della gendarmeria francese sugli Champs-Elysées. L’auto era piena di esplosivi e di armi, bombole di gas e kalashnikov. L’attentatore è morto sul colpo e pare fosse – secondo il Monde – uno degli schedati delle “fiches S”, che registrano i più pericolosi tra i probabili terroristi sotto il controllo delle forze di sicurezza e dell’intelligence.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • guido.valota

    21 Giugno 2017 - 00:12

    Un caso isolato, passava di lì per un puro caso con un trolley esplosivo -e chi non fa un giretto dopocena alla stazione centrale con un trolley esplosivo?- come casuale è che abbia gridato Allah akhbar e qualcosa sui jihadisti che esistono ancora. Non azzardatevi a tirare in ballo l'islam se non volete essere sospesi senza stipendio dall'ordine dei giornalisti. L'unica forma in cui è legale nominare 'islam' è unendoci 'ofobia'.

    Report

    Rispondi

Servizi