Il gigante "corrotto" e detestato dagli sciocchi che ci ha lasciato l'Europa

Ha riunificato la Germania con un capolavoro dell'arte dello stato. Lo hanno crocifisso, ma ha taciuto fino all'ultimo. Kohl è nostro padre in molti modi diversi

1990, Helmut Kohl durante la campagna elettorale nell'ex Germania Est

1990, Helmut Kohl durante la campagna elettorale nell'ex Germania Est (LaPresse)

Non so se interessino i dettagli politici, in epoca di moralismi farlocchi, ma Helmut Kohl ha riunificato la Germania. La cosa ha un certo valore, si connette alla completa riconciliazione politica con la Francia espressa da una stretta di mano sui campi di battaglia di Verdun, esprime e compie una vocazione nazionale notoria fin dai tempi di Otto von Bismarck, e prima ancora, ma si inserisce nell’avanzamento del più grande e fatale progetto di integrazione sovranazionale mai concepito in occidente,...

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  • luigi.desa

    19 Giugno 2017 - 11:11

    La Germania è quella di sempre.E' stato necessario schiacciarla due volte nella prima metà del secolo del XX sec., Kohl ha seguito la solita solfa del delirio della grande Crucconia .Nessuno stato in Europa ha guadagnato dalla riunificazione della Germania e oggi per gli euro-patiti sarebbe molto meglio avere nella UE uno stato in più che la ancora fottuta Deutschland uber alles . Ogni tanto bisognerebbe ricordare ai tedeschi le due guerre e non solo l'asfissiante rosario su Hitler che in 70 anni sarà arrivato al miliardo di lagne in infinite forme ma anche Hindenburg ( l'Austria aveva un esercito modesto ) che profittò del episodio del solito anarchico per scatenare una guerra feroce e poi fare il mallevadore di Hitler. Grande rispetto per la grande e secolare cultura tedesca ma noi resto di Europa la abbiamo pagata cara due volte E adesso tre, pur dicendo la storia che la cara Merkel o un erede saranno ancora una volta schiacciati. Allora un pò di dignità,suvvia

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  • maurizio guerrini

    maurizio guerrini

    19 Giugno 2017 - 09:09

    E' un bel riflettere, quello dell'Emerito, sulla grandiosità delle tragedie che la Germania sistematicamente produce per porvi rimedio con grandi figure come quella di Khol, salvo poi scoprire un'Europa schiacciata sotto il tallone di una grigia funzionaria di partito che inspiegabilmente vi è succeduta (Dio la mantenga e non voglia che sia a sua volta sostituita da un kapò socialista). Ed è un bel riflettere sul cinico raziocinio di un servitore dell'Italietta che campa sulle altrui disgrazie, quando non diventano proprie per errore nel salto sul carro del vincitore sbagliato. Purtroppo non siamo "prodotti" di quella grandezza, tuttalpiù rovine e macerie. Ai resti dell'Europa non resta che l'ingiustificata speranza che la pietra scartata possa miracolosamente divenire pietra d'angolo.

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  • giantrombetta

    19 Giugno 2017 - 08:08

    Che dire? Grazie mille, caro Giuliano. Uomini di stato così purtroppo oggi ce li sogniamo, e ne paghiamo tutte le conseguenze. Alle tue meravogliose considerazioni posso solo aggiungere l'emozione un po' infantile che provai a metà degli anni ottanta nel posare al museo delle cere di Londra accanto alle perfette statue di Kohl, Mitterand e Craxi immortalati uno accanto all'altro. Il muro di Berlino non era ancora caduto, ma la direzione del museo già onorava la nascita della nuova Europa. Ora siamo alla Brexit ed ai concerti post stragi in nome di Allah.

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  • margherita.baselli

    18 Giugno 2017 - 22:10

    a chi possiamo paragonarlocome persona e come uomo politico?forse churchill,forse giolitti,gorbaciov(?) .moltobello l articolo di crippa,ieri.giovanni b

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