In Cina c'è stato un nuovo attacco a una scuola

Un'esplosione a un asilo di Xuzhou ha ucciso 8 persone e ha ferito decine di persone. Da gennaio è il terzo attacco di questo tipo nel paese

Xuzhou

La polizia all'asilo di Xuzhou, per dei rilevamenti dopo l'esplosione (foto LaPresse)

Ieri c'è stata un’esplosione davanti a un asilo di Xuzhou, nella Cina orientale, che ha ucciso otto persone e ne ha ferite una sessantina. La bomba è esplosa intorno alle 17 locali, alla fine dell’orario scolastico, mentre i bambini stavano lasciando l’edificio per raggiungere i genitori raccolti all’uscita. Secondo la polizia nessuno di loro è stato ucciso.

 

Il ministro della Pubblica sicurezza, Guo Shengkun, ha inviato un gruppo di investigatori per fare luce sull’accaduto e un impiegato della scuola ha detto al South China Morning Post che le classi rimarranno chiuse almeno fino a lunedì perché “le indagini continuino”. Il sospettato, un uomo di 22 anni di nome Xu, è morto nell’esplosione.

 

La tv di stato CCTV ha detto che nell'appartamento dell'uomo sono stati trovati materiali utili a fabbricare ordigni esplosivi, oltre a una serie di scritte sulle pareti, come “morte” e “sterminio”. La polizia ha detto che Xu aveva lasciato la scuola dopo un problema neurologico.

 

L’esplosione non è stata un caso isolato. Lo scorso mese, nella provincia dello Shadong, uno scuolabus pieno di bambini è stato incendiato deliberatamente dal conducente; a gennaio, a Guangxi, nel sud della Cina, un uomo armato di coltello ha ferito 11 bambini all’interno di un asilo.

  


 


 


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