E-stonia e il futuro dell'Ue

Il paese baltico, presidente di turno, ha progetti tech tra Macron e Merkel

E-stonia e il futuro dell'Ue

Il primo ministro estone Jüri Ratas (foto LaPresse)

Tra meno di due settimane l’Estonia prenderà il testimone da Malta della presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea. Quale può essere il contributo di un piccolo paese baltico, di appena 1,3 milioni di abitanti, nel momento in cui Emmanuel Macron e Angela Merkel, superate le elezioni tedesche, si metteranno a ristrutturare le fondamenta della costruzione comunitaria?

 

Giovedì il Parlamento estone ha adottato una legge per autorizzare sui marciapiedi pubblici l’uso di robot per i servizi di consegna, perché tra 10 anni l’80 per cento di pacchetti e posta sarà recapitato così. Lo stesso giorno il governo ha deciso di istituire in Lussemburgo una “ambasciata dei dati”, dove verrà fatto il backup dei sistemi informatici critici per garantire la continuità digitale dell’Estonia in caso di cyberattacco. Essendo stato preso di mira dagli hacker russi già nel 2007, il paese si è dotato di un sistema di cyberdifesa che non ha pari in Europa, compresa una unità di volontari tech integrata nell’esercito.

 

Sono tre esempi – se ne potrebbero aggiungere decine di altri sull’e-government, come la residenza digitale o l’assenza di carta nell’amministrazione pubblica – che dimostrano quanto questo piccolo paese possa essere un modello per i grandi d’Europa. Il 29 settembre l’Estonia ha convocato un Digital Summit, invitando tutti capi di stato e di governo dell’Ue. “Non è un Consiglio europeo, non ci saranno dichiarazioni finali, ma sarà un’occasione per dibattere del futuro”, spiega al Foglio un diplomatico estone. Con umiltà, l’Estonia si è data un obiettivo molto ambizioso: tentare di trascinare gli altri stati membri nel presente digitale per proiettare concretamente l’Ue verso il futuro.

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