Umanitaristi impazziti contro Israele

Amnesty boicotta lo stato ebraico, l’Onu paragona Ramallah a Dachau e per l’Oms è peggio del Venezuela della malaria

Umanitaristi impazziti contro Israele

Roma. Va da sé che Amnesty International non abbia chiesto di boicottare l’occupazione dell’Indonesia a Timor Est o a Papua, della Turchia a Cipro, della Russia in Georgia e Crimea, del Marocco nel Sahara occidentale e della Cina in Tibet. C’è un solo stato di cui Amnesty invoca il boicottaggio selettivo: lo stato ebraico. E quale occasione migliore dei festeggiamenti d’Israele per i cinquant’anni dalla guerra del 1967 per invocare la messa al bando delle sue merci? Così Amnesty, benemerita ong premio Nobel per la Pace, ha appena chiesto di boicottare le merci israeliane post 1967. Kate Allen, a capo di Amnesty in Inghilterra, ha detto che la Gran Bretagna e gli altri paesi europei hanno “il dovere legale e morale di introdurre la messa al bando dei beni prodotti negli insediamenti israeliani”. Dura la replica del Board of Deputies della comunità ebraica inglese, che ha condannato Amnesty per aver “ignorato gli accoltellamenti, gli attacchi con le auto e gli attacchi con armi da fuoco” commessi dai palestinesi. Marie van der Zyl, vicepresidente dell’organizzazione ebraica, ha detto che “Amnesty si deve ricordare che i diritti umani sono universali e si applicano anche agli israeliani”.

 

Ma la faziosità non annebbia la mente degli umanitaristi soltanto sul Tamigi. Sulle rive del lago di Ginevra, il Consiglio dei diritti umani dell’Onu ha appena accusato Israele di aver trasformato Ramallah, capitale dell’Autonomia palestinese, in un campo di concentramento. Zeid Ra’ad al Hussein, a capo di quel consiglio delle Nazioni Unite, ha appena detto durante la sessione generale, guarda caso dedicata a Israele: “Sono cresciuto non lontano dal campo profughi palestinese di al Baqa’a. Ho lavorato nel campo profughi di al Wihdat. Sono stato ad Auschwitz-Birkenau, ho visitato Dachau e ho visto Buchenwald…”. Hussein è andato avanti paragonando la “sofferenza palestinese” alla Shoah.

 

Nelle stesse ore, all’Organizzazione mondiale della Sanità, un’altra agenzia dell’Onu, i peggiori dittatori della terra si riunivano per redigere un rapporto che accusava Israele di violare i diritti sanitari dei palestinesi. C’erano tutti, da Cuba alla Cina, ma anche Siria, Sudan e Zimbabwe. Ma c’era soprattutto il Venezuela, che ha condannato Israele per “i gravi problemi causati dall’accesso all’acqua, dalla crisi economica e dalla disoccupazione che rendono difficili le situazioni sanitarie nel territorio palestinese occupato e nel Golan siriano” (dove Israele cura pure i ribelli islamisti). “Nel mondo reale, la Siria sgancia bombe sui suoi ospedali; all’Onu, la Siria sponsorizza risoluzioni contro Israele”, ha detto il direttore di UN Watch, Hillel Neuer. L’agenzia dell’Onu per la sanità ha consentito che Israele venisse condannato da un paese, il Venezuela, in cui la malaria è di nuovo emergenza nazionale, i malati di mente sono abbandonati per strada e i bambini stanno morendo a un ritmo superiore che in Siria. Già, la Siria. Sempre buona, specie per incolpare Israele. Così Pierre Krähenbühl, il capo dell’agenzia dell’Onu per i palestinesi, la Unrwa, ha diffuso una campagna di raccolta fondi usando l’immagine di una bimba fra le macerie. Peccato che la foto non sia stata scattata a Gaza, ma a Damasco. Poche ore dopo, a completare il ciclo dell’ipocrisia umanitarista, venivano scoperti due tunnel, usati da Hamas per infiltrarsi in Israele, che partivano da due scuole delle Nazioni Unite.

 

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha colto l’occasione per chiedere la chiusura dell’Unrwa. Si liberebbero risorse spese per perpetuare all’infinito lo status di profughi dei palestinesi e che potrebbero essere impiegate per aiutare profughi ben più recenti, molti dei quali musulmani vittime di islamisti in Siria, Iraq, Afghanistan, Somalia, Sudan e Nigeria. Ma c’è da dubitare che nel prossimo futuro verranno organizzate nelle città europee delle “Settimane contro l’Apartheid ad Aleppo”.

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Commenti all'articolo

  • garinperin

    13 Giugno 2017 - 14:02

    E' davvero troppo!!! queste ong andrebbero combattute con i loro stessi mezzi, sbugiardando la loro propaganda di menzogne ; il dramma è che la maggioranza della gente crede loro e le sostiene economicamente. E che dire dell'inutile" e costosissimo baraccone dell'ONU " tornassero in vita per un momento i padri fondatori non riconoscerebbero la loro "creatura" . Vergogna!!

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  • guido.valota

    13 Giugno 2017 - 13:01

    Amnesty è solo la capofila di una lunga serie di ong sinistroidi e antisemite schierate dalla parte dei peggiori dittatori della terra. Sul campo fanno solo i provocatori. Per non parlare dell'ONU, comprata e occupata a ogni livello dai tagliagole islamici.

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    • gheron

      13 Giugno 2017 - 18:06

      Letto in Prezzolini (1953): " L'ONU è la dimora di tagliagaretti, di imbroglioni, di patteggiatori, di intriganti, di rivali, di cabaloni eccitati dalla pubblicità internazionale e gonfiati dalle retoriche nazionali, tenuti in briglia dai rispettivi governi con la minaccia di perder le opime spoglie che, a prezzo di lunghe manovre e di noie infinite, si ottengono nelle organizzazioni internazionali." In più di mezzo secolo non c'è traccia di un qualcuno che abbia mostrato un qualche imbarazzo per esser cresciuto e essersi formato in quell'ambiente. E i nostri (sedicenti) mezzi di informazione libera e puntuale?... Nisba!... Totalmente impegnati in abbondanti leccagioni dei potenti del momento.

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  • luigi.desa

    13 Giugno 2017 - 12:12

    Amnesty ed altre organizzazioni umanitarie son taglia borse ,cuccano milioni da ingenui che credono alla fata turchina . Anni fa mi giunse un lettera da Amnesty con richiesta di denaro spiattellando tutte le sue nobili imprese. Risposi con fax che era una organizzazione politica che aveva come finalità di ingrassare gli organizzatori e servire qualche movimento politico ,per non fare nomi, la deriva della Riva gouche international come per il Viet-nam ed altri ameni interventi . Mi telefonò il responsabile Italia imbufalito e urlante . A brigante ,brigante e mezzo . Minacciai di andarlo a prendere a pedate nel sedere. Quando è tropp è tropp. Ullallah!

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    13 Giugno 2017 - 10:10

    La propaganda di queste organizzazioni è più patetica di quella dell'Isis.

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