Macron contro il terrorismo

Stato d’emergenza permanente, servizi integrati. Il modello francese

Macron contro il terrorismo

Emmanuel Macron (foto LaPresse)

La sicurezza prima di tutto, perché la priorità è la lotta contro il terrorismo. E’ lo spirito che ha spinto il capo dello stato francese, Emmanuel Macron, a creare una task force anti Isis all’interno dell’Eliseo, che sarà in funzione ventiquattro ore su ventiquattro e avrà come obiettivo quello di garantire la cooperazione tra le varie divisioni dei servizi segreti. Con il Centro nazionale dell’antiterrorismo, che sarà diretto dall’ex numero uno della Dst (l’intelligence territoriale) Pierre de Bousquet de Florian, l’Eliseo assume le redini dei servizi, dando un segnale forte all’Europa dove divampa il dibattito attorno al tema della sicurezza e della restrizione delle libertà individuali, dopo le forti dichiarazioni del premier britannico Theresa May in seguito agli attentati di Londra.

 

Era una promessa elettorale quella di centralizzare la gestione dei servizi, dopo anni di scontri tra le varie sezioni, e in particolare tra la Dgsi, l’intelligence interna, e la Dgse, l’intelligence esterna. Composto da una ventina di analisti provenienti dal ministero dell’Interno, della Difesa e della Giustizia, il Centro nazionale dell’antiterrorismo instaurato da Macron consentirà di migliorare lo scambio di informazioni tra le varie divisioni dei servizi per prevenire gli attentati e monitorare con precisione gli individui più pericolosi. Inoltre dovrà anche proporre al presidente dei piani d’azione concertati sull’operato dell’intelligence e fornire ogni settimana un resoconto al Consiglio di difesa, dove è elaborata la strategia antiterrorismo. Il prossimo 21 giugno sarà presentato il testo del nuovo progetto di legge che rafforzerà la lotta contro il terrorismo e la sicurezza interna, di cui il Monde ha pubblicato ieri la prima bozza.

 

La volontà dell’esecutivo è quella di rendere lo stato d’emergenza permanente, di normalizzare le misure eccezionali in vigore dal novembre 2015, dalle perquisizioni a ogni ora del giorno senza richiesta del giudice alla presenza massiccia di militari in tutto il territorio. Con questi provvedimenti, che riguardano i confini nazionali ma si iscrivono in un quadro europeo, Macron mostra nuovamente i muscoli, confermando con i fatti che la sua priorità è la lotta contro il terrorismo, anche a costo di limitare alcune libertà. E’ il new normal europeo nell’epoca della guerra al terrore.

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