Malta, Muscat più forte di scandali e fantasmi russi

Nonostante i Panama papers e le accuse di interferenze di Mosca il premier laburista ottiene la riconferma. Staccato il partito nazionalista di 35 mila voti

Joseph Muscat

Joseph Muscat festeggia la vittoria (foto LaPresse)

Nulla poterono i Panama Papers, né le ormai inevitabili “interferenze russe”. Joseph Muscat si è confermato più forte di tutto e tutti e ha guidato i laburisti alla vittoria nelle elezioni anticipate a Malta. Secondo i dati ufficiali il premier uscente e il suo partito hanno ottenuto il 55.04%, contro il 43.68% del partito nazionalista. Insomma, una vittoria netta, che in termini di voti assoluti significa 170.976 contro 135.696.

 

 

“Mi sembra chiaro che gli elettori hanno scelto di continuare su questa strada”, ha detto il primo ministro Joseph Muscat, 43 anni, al governo dal 2013 con ottimi risultati: nel 2015 la crescita era stata addirittura del 6,3 per cento, molto più avanti della media europea. Le elezioni anticipate erano state indette il primo maggio scorso sulla scorta delle accuse di corruzione a sua moglie Michelle, uno scandalo legato ai Panama Papers con la complicità dell'Azerbaijan.

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È anche la prima volta in quarant'anni che il partito laburista ottiene due vittorie consecutive, come ha sottolineato in un tweet lo stesso Muscat, “umiliato” (ha scritto ironicamente) per la maggioranza in crescita rispetto all'ultima tornata elettorale. Per l'Italia si tratta di un risultato importante visti gli ottimi rapporti di Muscat con Matteo Renzi e il Pd. Un rapporto che, sicuramente, servirà al governo per gestire il delicato dossier immigrazione.

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