Attacco a Londra con furgone e coltelli. Morti e feriti. La polizia uccide i terroristi

Due mesi dopo l’attacco a Wesminster e dodici giorni dopo la carneficina della Manchester Arena, il terrorismo è tornato a colpire in Inghilterra, a Londra. E la matrice sembra essere sempre la stessa, quella islamista.

Polizia nelle strade di Londra dopo l'attentato sul London Bridge

Polizia nelle strade di Londra dopo l'attentato sul London Bridge (foto LaPresse)

Londra. Due mesi dopo l’attacco a Wesminster e dodici giorni dopo la carneficina della Manchester Arena, il terrorismo è tornato a colpire in Inghilterra, a Londra. E la matrice sembra essere sempre la stessa, quella islamista. La Metropolitan Police è stata allertata per due incidenti, che si sono rivelati collegati, il primo a London Bridge, il secondo nel vicino Borough Market. Si tratta di due aree vicine e ad alta densità turistica, in particolare in un momento di svago come un sabato sera, nel weekend di chiusura della pausa estiva nelle scuole.

 

Il primo incidente si è verificato alle 22.08 ora locale, quando un furgone bianco, probabilmente noleggiato da B&Q/Hertz, ha travolto numerosi passanti sul London Bridge, provocando più di una vittima. Una dinamica simile a quella verificatasi sul non lontano Westminster Bridge il 22 marzo, quando Khalid Masood uccise quattro passanti, ferendone altri quarantanove prima di accoltellare un agente di polizia di stanza al palazzo del Parlamento, dove venne neutralizzato. Tre uomini sono scesi dal veicolo dopo la carneficina, secondo alcuni testimoni indossando finte cinture esplosive, e si sono diretti verso il vicino Borough Market, a sud del ponte, facendosi strada a coltellate. Il bilancio, probabilmente destinato a salire, è di sei vittime e quarantotto feriti.

 

La polizia armata è intervenuta otto minuti dopo la prima chiamata e ha ucciso i terroristi. I soccorsi sono stati gestiti da ottanta medici e sono stati coinvolti cinque ospedali vicini al centro. L’attentato arriva pochi giorni dopo l’abbassamento del livello di allerta da “critico”, quando ci si aspetta un attacco imminente, a  “severo”, quando un attacco è molto probabile. L’MI5, i servizi di controspionaggio interni, sono sotto pressione e Frank Gardner, corrispondente sulla sicurezza della BBC, ha rivelato che gli agenti stanno monitorando almeno 500 possibili attacchi. La perdita di terreno per lo Stato islamico in Medio Oriente si sta traducendo in un aumento delle spinte jihadiste in Europa.

 

Il primo ministro Theresa May ha parlato di un “attacco deliberato e codardo”. In mattinata parteciperà al COBRA meeting, un incontro di emergenza con i responsabili delle forze di sicurezza, insieme al sindaco di Londra Sadiq Khan.

 

L’attentato avviene a cinque giorni dalle elezioni. I Conservatori hanno annunciato ufficialmente che per la giornata di oggi sospenderanno la campagna elettorale a livello nazionale, ed è probabile che gli altri partiti facciano lo stesso. Alcuni utenti sui social hanno chiesto di spostare la data delle elezioni: l’unico precedente nel dopoguerra è nel 2001, quando Blair ritardò di un mese le consultazioni per l’epidemia della mucca pazza.

 

La tensione a pochi giorni dal voto rimane alle stelle. Molti elettori sono preoccupati dalla possibilità che si verifichino attacchi ai seggi, dove agli scrutatori è stato chiesto di mantenere alto il livello di allerta.

Questa sera a Manchester, nello stadio Old Trafford, si terrà il blindatissimo concerto di beneficenza per le vittime dell’attentato di Manchester.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    04 Giugno 2017 - 14:02

    Ah, le maledette multinazionali di articoli casalinghi! È oramai evidente che se non si annienta il traffico internazionale di coltelli da cucina il terrorismo islamico non si placherà! (E, trovandosi, non farebbe male una stretta al traffico dei noleggi di furgoncini, altra piaga del malefico e corrotto occidente).

    Report

    Rispondi

  • luigi.desa

    04 Giugno 2017 - 13:01

    Sorprende che la gente in Inghilterra non vada in giro armata e che dalle finestre i cittadini ( forse scemi) agli assassini in fuga non li prendano a fucilate ma almeno tirargli vasi come accade Italia in certe aree degradate contro la polizia. Non succede perchè è ormai in atto La Sottomissione ( a Londra c'è già un sindaco islamico) . In Italia invece credo che i forconi prima o dopo sortiranno se continua la invasione selvaggia di 100/200 mila ebeti in cerca di fortuna non all'Eldorado ma in paese che campa alla giornata . Gli italiani mentre chiedono all'Europa di togliere a loro le castagne dal fuoco si ostinano in una gara folle a distribuire i c.d. migranti in località inidonee a accoglierli oppure li concentrano in strutturano in cui prospera la criminalità ed accadono fatti turpi ed è certo che anche la criminalità organizzata c'ha messo mano gestendo in molta parte le cooperative degli schiavisti-accoglienti benedetti dagli iman o personaggi equivoci come Boldrini

    Report

    Rispondi

  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    04 Giugno 2017 - 13:01

    E' oramai evidente che non si contrasta il traffico internazionale di coltelli da cucina il terrorismo islamico non si placa. E ci vorrebbe una stretta anche sul traffico del noleggio di furgoni.

    Report

    Rispondi

  • carlo.trinchi

    04 Giugno 2017 - 12:12

    Lasciamo da parte il nesso religione buona o cattiva, vera o falsa perché non ne usciamo più. La domanda è: perché anche attentati prima della elezioni politiche di altri stati? Perché creare tensione nell'elettorato e stringerlo a coorte? È un pensieto rivoluzionario strano che poco si capisce se non im menti che se ne intendono.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

Servizi