Con il terrorismo è "una lotta tra il bene e il male". Cosa ha detto Trump a Riad

Il presidente americano in Arabia Saudita chiede "una coalizione internazionale contro il terrorismo". "Le nazioni del medio oriente non possono aspettare che sia l'America a sconfiggerlo

Con il terrorismo è "una lotta tra il bene e il male". Cosa ha detto Trump a Riad

Foto LaPresse

"La sicurezza si costruisce nella stabilità, noi non molleremo i nostri alleati". Donald Trump a Riad davanti ai leader del Gulf Cooperation Council (Gcc) ammorbidisce i toni contro l’“islam radicale” e cerca di creare una propria dottrina di collaborazione mutuale e libera da complicazioni morali con i paesi sunniti. Il presidente americano domenica ha esordito sottolineando che "non sono venuto qui a darvi lezioni, non sono io a dirvi come dovete vivere. Ma occorre una coalizione internazionale contro il terrorismo. Le nazioni del medio oriente non possono aspettare che sia l'America a sconfiggerlo. Dovete battere voi questo nemico che uccide in nome della fede".

 

I leader arabi, ha detto Trump, devono fare ogni sforzo per combattere l’“ideologia malvagia” dell’estremismo ed eliminare “i soldati del male” dalle loro società. “Questa non è una battaglia tra fedi diverse, sette diverse o civiltà diverse”, ha detto Trump. Questa è una battaglia tra criminali barbarici che cercano di cancellare la vita umana, tutto in nome della religione, e le persone che cercano di proteggere la loro fede. Questa è una lotta tra il bene e il male".

 

Trump ha chiesto la costruzione di una "coalizione di nazioni che condividano l'obiettivo di sradicare l'estremismo, e dare ai nostri figli un futuro di speranza che onori Dio". Da questa coalizione, tuttavia, è escluso l’Iran. La presa di distanza più importante tra Trump e il suo predecessore è la totale chiusura della nuova Amministrazione nei confronti della Repubblica islamica, colpevole di "alimentare il fuoco dei conflitti settari", dal Libano allo Yemen, e di aver causato "l'inimmaginabile tragedia della Siria".

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Commenti all'articolo

  • adebenedetti

    22 Maggio 2017 - 19:07

    Grandissimo Trump. Ha fatto un discorso memorabile. Naturalmente come da copione si cerca di sminuire il tutto . Per chi voleva dare "il calcio nel sedere" questo discorso e come una martellata nei denti. Infine per i non informati il grosso degli armamenti e` costituito da Radar e difesa antimissilistica al alta quota simile a quella che esiste in Sud Corea e navi e carri armati. Piu` contro l`IRAN che contro l`ISIS.

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  • Roberto Cattani

    22 Maggio 2017 - 13:01

    Ci risiamo. Armi al Pakistan per contrastare l’India troppo vicina all’URSS. E poi il Pakistan … Armi allo Scià per contrastare gli ayatollah. E poi l’Iran … Armi ai Talebani per cacciare i Russi. E poi l’Afghanistan … Oggi armi (tante, ma proprio tante) ai Sauditi per contrastare i terroristi (sic!): peccato che tutti di marca sunnita, ideologicamente allevati fra Arabia Saudita, Qatar e cespugli vari cresciuti a sharia e petrodollari. Poi, incominciando dal Golfo Persico, … Tanto gli USA sono lontani, protetti da due oceani, vero bum bum Donald Stranamore? Poi vai da Francesco. Attento che non ti tiri addosso, che so, un candelabro, un crocifisso.

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    • Skybolt

      22 Maggio 2017 - 15:03

      Non c'erano ancora i Talebani quando c'erano i Russi. I Talebani li ha inventati l'ISI perché il Pakistan voleva garantirsi la profondità strategica contro l'India (basta guardare la cartina e tenere presente che l'India ha la più grande forza corazzata al mondo) nel mezzo della guerra civile afghana post-ritiro russo. Armi allo Shah per contrastare chi ???? Carter avesse avuto gli attributi, i Pahlevi sarebbero ancora al loro posto. E i Russi (URSS) si sono buttati in Afghanistan appunto perché non c'era più lo Shah che faceva paura con le sue armi. A lasciamo perdere Franceschiello e i suoi Maduro-Ortega-e compagnia.

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    • giusgiand

      22 Maggio 2017 - 15:03

      «Armi ai Talebani per cacciare i Russi». Esattamente. Contribuendo così, in modo decisivo, al crollo dell'URSS. Le pare poco?

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