L'Europa non teme più i populisti

Merkel&Macron rompono il tabù della modifica dei trattati. Monito all’Italia

L'Europa non teme più i populisti

L’incontro di Berlino tra Angela Merkel ed Emmanuel Macron segna la fine della grande paura del populismo in Europa. Facendo cadere il “tabù” della revisione del trattato, la cancelliera tedesca e il presidente francese hanno di fatto riaperto il cantiere istituzionale, rimasto bloccato dopo il “no” della Francia al progetto di Costituzione nel 2005 e le successive sconfitte subite dall’europeismo. La modifica del trattato, in particolare per rafforzare la governance della zona euro, non avverrà subito. Merkel fino a settembre sarà impegnata in campagna elettorale. Ma con i populisti antieuropei in ritirata ovunque – Hofer e Le Pen sconfitti alle presidenziali in Austria e Francia, Wilders ridimensionato in Olanda e Alternativa per la Germania in calo nei sondaggi tedeschi – l’atto di “rifondazione” dell’Europa (per usare l’espressione di Macron) è stato firmato. E l’Italia farebbe bene a prendere nota che le condizioni non sono diverse da quelle che la cancelliera ha proposto ai suoi partner nell’ultimo decennio. L’ipotesi di mutualizzare i debiti del passato è stata esclusa dal presidente francese. Macron riformerà il suo paese per ricostruire la fiducia di Berlino nella Francia. In cambio Merkel è pronta a forme di trasferimento verso gli stati membri in difficoltà, in particolare con investimenti. Macron è consapevole delle linee rosse tedesche. Alla fine la revisione del trattato implica cessione di sovranità sui conti pubblici e Macron ha fatto bene a riconoscere che il “tabù” era soprattutto francese. Ma ci saranno resistenze. Il presidente dei Socialisti&Democratici all’Europarlamento, Gianni Pittella, ha definito i progetti di Merkel e Macron come l’Ue “a velocità tedesca”. Il pericolo è che ora il tabù diventi tutto italiano.

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    17 Maggio 2017 - 11:11

    Citando il grande maestro Fabrizio de André, ritengo invece che si debba andare "In direzione ostinata e contraria": recupero di sovranità, confederazione di stati. Sarebbe bello almeno contare con un referendum, sebbene non previsto dalla nostra costituzione, quanti sono d'accordo con un'ulteriore cessione di sovranità (e quanti sono d'accordo sull'euro): ma gli europainomani hanno paura di questo come il diavolo dell'acqua santa. Quanto a Rutte, ha talmente vinto che a distanza di due mesi dalle elezioni olandesi non è ancora riuscito a formare il governo. Questo perché in realtà Wilders non è uscito ridimensionato, dato che ha aumentato voti e seggi, complicando molto la formazione di un nuovo governo che lo escluda.

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