Atene torna in piazza contro l'austerity

I sindacati convocano uno sciopero generale alla vigilia del voto in parlamento per approvare nuove misure di austerità. La Grecia dovrà pagare una nuova rata del debito da 7,5 miliardi entro luglio 

Atene torna in piazza contro l'austerity

Alla vigilia del voto greco sul nuovo pacchetto di misure di austerity, migliaia di cittadini sono scesi in piazza ad Atene per partecipare ad uno sciopero generale organizzato dai principali sindacati del settore pubblico e privato del paese.

   

Disordini e scontri con le forze dell'ordine sono avvenuti poco dopo che il premier Alexis Tsipras ha discusso per telefono con Angela Merkel del debito ellenico e delle misure al vaglio del parlamento. Il pacchetto, in aula domani, include tra l'altro il taglio alle pensioni e l'aumento delle tasse. L'approvazione del pacchetto è un biglietto da visita che la Grecia potrà portare al tavolo dell'Eurogruppo durante la prossima riunione, prevista il 22 maggio, dove discuterà con i ministri delle Finanze dell'erogazione di una nuova rata del prestito. Tsipras e Merkel hanno convenuto sul fatto che la conferenza dell'Eurogruppo debba trovare il modo di “continuare a risolvere il problema del debito greco”, come ha riferito il governo con un comunicato. Un problema che ha una prossima scadenza a luglio, quando Atene dovrà rimborsare 7,5 miliardi di euro di debito.  

Atene in piazza contro l'austerity

Il parlamento greco vota domani il pacchetto richiesto dai creditori per continuare il salvataggio. Le misure comprendono i tagli pensionistici e l'aumento delle imposte per un totale di 4,9 miliardi di euro

Lo sciopero ha coinvolto diverse categorie tra pensionati, insegnanti, medici e avvocati, mentre il trasporto pubblico è stato sospeso in tutta la città di Atene. Secondo le stime della polizia, riportate da Reuters, sarebbero scese in piazza almeno 14mila persone. La manifestazione è piena di striscioni con scritto "No all'austerity, sì alla riduzione del debito!" mentre alcuni manifestanti, intervistati da Reuters, hanno espresso rabbia per il governo di coalizione del primo ministro Alexis Tsipras, che con Syriza ha condotto una campagna elettorale promettendo di fermare le misure di austerità.

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