La morsa di Erdogan sulla libertà di stampa

Arrestato Oğuz Güven, direttore editoriale del sito internet del quotidiano laico e d’opposizione Cumhuriyet. Intanto finiscono nel mirino di Ankara 102 operatori della Borsa di Istanbul

La morsa di Erdogan sulla libertà di stampa

Erdogan intervistato da Reuters al Palazzo Presidenziale di Ankara (foto LaPresse)

Ancora arresti di giornalisti in Turchia, il paese che detiene il primato del maggior numero di operatori dell’informazione in carcere. Questa mattina la polizia turca ha arrestato Oğuz Güven, direttore editoriale del sito internet del quotidiano laico e d’opposizione Cumhuriyet. L'annuncio è arrivato dallo stesso Güven attraverso un tweet. In base a quanto riferisce l'agenzia di stato Anadolu, l'arresto sarebbe in seguito alla pubblicazione di un articolo sulla morte del procuratore della città di Denizli, Mustafa Alper, avvenuta due giorni fa in un terribile incidente stradale per il quale la polizia turca sta anche valutando l’ipotesi di omicidio. Alper è stato il primo procuratore ad aprire un'indagine sulla rete che fa capo a Fethullah Gülen, il predicatore islamico un tempo fedelissimo del presidente Recep Tayyip Erdoğan e che, dopo la rottura, vive in esilio negli Stati Uniti. Secondo il governo di Ankara l’imam sarebbe la mente dietro il fallito golpe del 15 luglio scorso.

Si fa sempre più difficile la situazione dello storico quotidiano Cumhuriyet, che attualmente vede in carcere 10 tra giornalisti e membri del consiglio editoriale. L'accusa, per tutti, è di fare propaganda a favore di organizzazioni terroristiche curde e della presunta rete golpista di Gülen. L'editore del quotidiano, Akin Atalay, era stato arrestato con l'accusa di terrorismo al suo arrivo in Turchia dalla Germania l’11 novembre scorso. Dieci giorni prima, la polizia turca aveva fatto irruzione nella sede del quotidiano e arrestato il direttore Murat Sabuncu, insieme ad altri nove giornalisti e al vignettista Musa Kart.

   
L'ex direttore di Cumhuriyet, Can Dündar, scampato all’attentato di un nazionalista e da qualche mese riparato in Germania, nel maggio 2016 era stato condannato in primo grado insieme al capo della redazione di Ankara, Erdem Gul, a cinque anni e dieci mesi di carcere per aver pubblicato la notizia su un camion dell'intelligence di Ankara carico di armi e diretto in Siria. Le organizzazioni di difesa dei diritti umani hanno subito e nuovamente manifestato la loro preoccupazione per il rispetto della libertà di espressione.

   
Intanto nella morsa delle forze di sicurezza di Ankara è finita anche la Borsa di Istanbul: in un raid avviato questa mattina sono state fermate 57 persone, in sei diverse province. La procura di Istanbul ha spiccato 102 ordini di cattura per operatori finanziari sospettate di legami con il gruppo di Gülen.
 

Finora circa 49 mila persone sono state arrestate in Turchia in relazione al fallito colpo di stato, mentre 150 mila sono state indagate. Circa 145 mila tra funzionari pubblici, uomini della sicurezza e accademici, inoltre, sono stati sospesi o licenziati.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    12 Maggio 2017 - 18:06

    E' vergognoso che sul comportamento del sultano autoritario Erdogan in Occidente si faccia finta di niente. Lo stesso dicasi dell'organizzazione della Nato, oltre che il silenzio degli Usa di Trump. La libertà di pensiero e di stampa deve essere sacra. Erdogan, con la scusa di un presunto colpo di stato sta calpestando le regole della democrazia. Dive sono gli editoriali di politica estera sulla grande stampa italiana?

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