L'energia del momento populista

I discorsi di Marine Le Pen sono letteralmente mozzafiato. Non è tenera, ma carnale. Ha il fuoco nella pancia. Tutt’altra cosa rispetto al tenero elitismo incarnato da Macron. E per questo è ancora molto competitiva

L'energia del momento populista

Marine Le Pen (foto LaPresse)

I sondaggi, e qui al primo turno sono stati impeccabili, danno Macron al 60,5 per cento il 7 maggio (ovviamente meno dell’80 e passa per cento di Chirac contro Le Pen padre nel 2002, ma si capisce). Marine Le Pen dunque dovrebbe perdere con onore. In un quadro nuovo (promettente) in cui i partiti tradizionali sono scossi e divisi (socialisti e gaullisti) eppure allarmante (il Front national sarebbe consacrato come un partito stabile dell’alternanza, il principale, seppure le legislative possano...

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    29 Aprile 2017 - 19:07

    Bellissimo articolo dell'Elefantino senza lo spiedone del moralismo politico che chi la pensa diversamente è il diavolo.

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  • mario.patrizio

    29 Aprile 2017 - 19:07

    Tuttavia pare, da quanto letto finora, che i francesi non si lasciano ammaliare dalle sirene del voto contro e pure negli USA della vittoria di Trump, il voto popolare ha premiato la Clinton. Non a caso in entrambi i paesi i sentimenti che legano i cittadini al proprio stato sono molto forti.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    29 Aprile 2017 - 16:04

    Caro Ferrara, la carnalità seduce. Rimembrando il suo recente scritto, quello del sonno della ragione, mi viene da chiedermi, da fanciullo innocente: con Marine, s'addormenta ancor più e con Macron si sveglia? Oppure è il contrario? Oddio, nei tempi attuali, parlare di ratio, forse non è un po' improprio? Ma, liberando il pensiero dalle vecchie categorie, non potrebbe darsi che Macron, sia il figlio strategico di Jacques Attali, per realizzare quello che il banchiere ha nel buzzo?

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    29 Aprile 2017 - 15:03

    La Francia da Giovanna d'Arco in poi si è sempre raffigurata in una donna battagliera, da barricate, insomma una donna coi coglioni sotto. Forza Marine, dài che ci siamo!

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