L'incubazione italiana di Macron e Trump

Condizioni diverse ed esiti diversi, certo. Ma il prossimo probabile presidente francese e il presidente americano sono incarnazioni di Berlusconi e Renzi. E per non riconoscerlo ci vuole molto provincialismo e una gran faccia di tolla

Giuliano Ferrara

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L'incubazione italiana di Macron e Trump

Matteo Renzi ospite a ''In Mezz'Ora''. Sullo sfondo Silvio Berlusconi (foto LaPresse)

Che gli italiani siano svelti e sperimentatori non lo si può negare. Che in politica siano benedetti o maledetti per inventiva, naturalmente sulla loro scala di paese in cui l’ultimo stato prima di quello sabaudo malfermo fu l’impero romano fatale, è noto. Mussolini e il fascismo sono arrivati dieci anni prima di Hitler e del III Reich. Le pulsioni nazionaliste, la ribellione delle masse e il totalitarismo, dunque il versante di destra della crisi della democrazia novecentesca, nascono e cominciano...

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    26 Aprile 2017 - 14:02

    Caro Ferrara – Tra la fine dell’impero fatale e il malfermo stato unitario del 1861 sono passati più di milletrecento anni. Il provincialismo s’è formato in quel lasso di tempo. E’ stato un processo quasi naturale di sopravvivenza. Poiché il “provincialismo” come abito mentale è figlio del “localismo” s’è bloccato quel percorso che altrove ha portato a formare “popoli” e “senso dello stato”. Sempre divisi e l’un contro l’altro armato. Neppure il Rinascimento, era splendida di cultura e di arte, un concentrato di artisti sommi e di ingegni eccelsi, riuscì a dare alla terra italica un popolo italiano. Neppure il Fascismo, creatura politica innovativa, il primo vero avversario dell’internazionalismo comunista,ci riuscì. Siamo innovatori, creativi, geniali, ottimi lavoratori come individui, mai capaci di fare squadra: tanta ricchezza sprecata frammentata,nei localismi territoriali e politici. Già, anche politici. Al netto del piacere estetico, intellettuale, i confronti sono impropri.

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    26 Aprile 2017 - 14:02

    L'incubazione "Potiomkin" come disse Fantozzi? In realtà russa Potemkin

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  • mario.patrizio

    26 Aprile 2017 - 12:12

    Il provincialismo all'italiana cerca sempre paralleli interessati con schemi e sistemi politici che, il più delle volte, hanno la peculiarità di essere riconosciuti dagli attori che ne calcano le scene. Il campo di gioco è comune ed è riconosciuto. Tra i limiti della politica all'italiana c'è il riempirsi la bocca di slogan fantasmagorici, fingendo di ignorare che democrazia è, prima di ogni cosa, il regime change senza spargimento di sangue. La qual cosa presuppone che gli eletti abbiano facoltà di incidere nella direzione da dare al Paese in conformità dell'impegno elettorale. Se poi la politica è intesa come diritto delle minoranze di dispiegare tutte le armi per impedire il processo, allora qualche problema ce l'ha la democrazia.

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  • mauro

    26 Aprile 2017 - 09:09

    L'impero romano "fatale" e il regno sabaudo "malfermo". Nessuna pietà per i vinti ? E' vero fummo e forse siamo ancora (ma Renzi non ebbe un precursore, sebbene guida di un gregge differente, in Blair?) laboratorio di esperimenti falliti. Ma quella bonomia che distingue Berlusconi da Trump non era inopportuna? L 'Occidente postmoderno è tutto "chicchere e piattini" da non rompere, anche se con qualche benefico drone sparamissili in agguato, ma se ci sbagliassimo? Se il mondo fosse sostanzialmente sempre quello di una volta? Dove la bonomìa non porta da nessuna parte?

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