La terza vita del riformismo europeo passa da Macron

Il leader di En Marche! vince il primo turno delle presidenziali francesi. Il 7 maggio al ballottaggio sfiderà Marine Le Pen, seconda con il 22 per cento dei voti. E adesso Hamon (Ps), il primo ministro Cazeneuve, Alain Juppé (Républicains) e soprattutto Fillon invitano a votare per l’europeista liberale che ha rivoluzionato il dizionario della gauche francese.

Emmanuel Macron

Emmanuel Macron (foto LaPresse)

Parigi. “On va gagner”, vinceremo, gridano i sostenitori di Macron, tremila assiepati attorno al palco di Porte de Versailles, dieci minuti prima che i risultati appiano sul grande schermo installato per l’occasione. Poi i volti del leader di En Marche! e della presidente del Front national si palesano e le percentuali confermano che saranno entrambi al ballottaggio il prossimo 7 maggio (attorno al 24 per cento, Macron, attorno al 22, la Le Pen). Erano i favoriti dei sondaggi, l’europeista liberale che ha rivoluzionato il dizionario della gauche francese e la matrona della destra identitaria figlia di Jean-Marie Le Pen, ed eccoli lì davanti a tutti a contendersi il gradino più alto della République fra due settimane.

 

Dietro François Fillon, candidato dei Républicains, cui non è riuscita la “remuntada” di cui si vociferava in questi ultimi giorni; Jean-Luc Mélenchon, il leader guevarista della France insoumise, che nonostante una campagna molto colorata ed efficace, non è riuscito a fare il grande salto; Benoît Hamon, debole portabandiera del Partito socialista, quinto e lontanissimo da Mélenchon.

 

A Porte de Versailles, sventolano bandiere francesi e bandiere europee, si canta la Marsigliese, si levano i “Marcon président”. Benjamin Griveaux, portavoce di Macron, ostenta il suo entusiasmo e l’eurodeputata Sylvie Goulard è presente con tutta la famiglia a Porte de Versailles per assistere alla serata macronista. Ci si abbraccia e si sorride tra “helpers”, i giovani e giovanissimi che hanno organizzato la serata di questo primo turno e tutte le altre in questo intenso anno di campagna elettorale. Guardando i loro volti torna in mente l’inchiesta del settimanale Obs, “il macronismo è un ottimismo”, dedicata a questa Francia che crede ancora in un patriottismo europeo e ha sposato il “liberalismo positivo” (copyright Marcel Gauche) del 39enne di Amiens. “E' un progetto folle”, diceva un anno fa il presidente di En Marche!. Che ora però si sta concretizzando. La Brexit e l’elezione di Donald Trump, lo scorso anno, ci hanno insegnato a restare prudenti, certo.

 

Ma gli inviti a votare Macron di Benoît Hamon, del Ps, di Bernard Cazeneuve, primo ministro, di Alain Juppé, dei Républicains, e soprattutto di François Fillon, ci dicono che sarà veramente dura per Marine Le Pen riunire più del 50 per cento degli elettori francesi. “Nonostante tutti miei sforzi, non sono riuscito a convincervi. Dobbiamo scegliere ciò che è preferibile per il nostro paese. Non lo faccio con gioia. L’astensione non è nel moi DNA, soprattutto quando l’estremismo è alle porte del potere. Voterò dunque in favore di Emmanuel Macron”, ha dichiarato l’ex delfino di Sarkozy. E ancora: “Il mio sogno è che i nostri figli possano vivere in un paese libero, privo dell’ossessione del declino. Era la mia ambizione, era il mio sogno. Il futuro della Francia è anzitutto nelle vostre mani”.

 

In molti avevano detto che era una bolla mediatica, che sarebbe esploso dinanzi alle prime difficoltà, che la dinamica Macron era amplificata dai media. E invece la voglia di rassemblement e di rinnovamento dei francesi era assolutamente reale. “Con la dinamica Macron, ci sarà un rinnovamento estremamente potente della vita politica francese”, ha dichiarato François de Rugy, deputato ecologista. A fargli eco, Cécile Duflot, leader di verdi francesi, Eelv. Al QG di Mélenchon i sostenitori del candidato della Francia indomita dicono che voteranno Macron, e anche Pierre Laurent, segretario del Partito comunista, ha annunciato che la sua preferenza andrà al leader di En Marche! Marine Le Pen, da Henin-Beaumont, ha salutato il “risultato storico” ottenuto dal suo Fn, ringraziando i suoi elettori e invitandoli a votarla fra due settimane perché “è in gioco la sopravvivenza della Francia”. Ma sarà dura, molto dura per il Front national.

 

“In un anno, abbiamo cambiato il volto della politica francese”, dice Macron dal palcoscenico di Porte de Versailles, prima di aggiungere: “Non vi dimenticherò mai”. Interrotto insistentemente dai “Macron président” dei suoi sostenitori, il leader di En Marche! si è rivolto così ai francesi: “Ai milioni di francesi che hanno votato per me, voglio dire grazie (…) Grazie a tutta la mia famiglia e a Brigitte, sempre presente, e senza la quale non sarei me stesso”. Lanciando un appello al rassemblement, e ringraziando Hamon e Fillon per l’invito al voto in suo favore, Macron ha poi dichiarato : “Ho ascoltato i dubbi, le paure e la volontà di cambiamento. È ciò che ha portato il popolo francese a scartare i due grandi partiti che ci governano da trent’anni a questa parte. Fra quindici giorni voglio diventare il vostro presidente, il presidente di tutto il popolo di Francia, di fronte alla minaccia dei nazionalisti. Un presidente che protegge e che costruisce”. E ancora: “La sfida non è andare a votare contro una persona qualunque ma di rompere il sistema che è stato incapace di rispondere ai problemi del nostro paese degli ultimi trent’anni. La sfida è aprire una nuova pagina politica (…) Il compito sarà immenso, sono al vostro fianco. La battaglia comincia questa sera e la vinceremo! Viva la Repubblica, viva la Francia!”. Entusiasta per la vittoria di Macron è Sylvie Goulard, eurodeputata francese e già consigliera di Romano Prodi quando quest’ultimo era presidente della Commissione Ue. “È una gioia per noi francesi ma anche per tutta l’Europa”, dice al Foglio Goulard, prima di aggiungere: “Abbiamo preso il rischio di difendere il mondo che abbiamo conosciuto dal dopoguerra in avanti, nonostante il periodo di crisi attraversato dall’Europa. E siamo stati premiati. Questa sera ha vinto il patriottismo europeo”.

 

In caso di elezione, Emmanuel Macron diventerebbe il più giovane presidente della storia della Repubblica francese. Domenica 7 maggio potrebbe essere la data d’inizio della Terza vita per la sinistra europea.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    24 Aprile 2017 - 14:02

    un esercito di esperti in Italia ha eviscerato il corpore vili delle elezioni francesi al grido vago e minaccioso " avranno grandi effetti in Europa " .Le Pen non vince e nulla cambierà .Resta la UE delle mezze maniche ,l'asse franco-tedesco,l'Italia a rimorchio ,muri più alti e in Italia l'aumento ogni giorno di immigrati del centro Africa ( chi paga le enormi spese delle Ong ? Perchè l'Italia li sbarca se per legge del mare i salvati sono problema della bandiera che batte la nave ? ) .Intanto lo stato italiano accoglie e pochi gli espulsi, spende e spande, ma i servizi tv mostrano la vita da cavernicoli che fanno i 'salvati ' dall' incongrua accoglienza che sbarcano a masse di 150mila anno . I CIO sempre più affollati aumenteranno di numero .La rabbia dei nuovi schiavi cavernicoli aumenterà oltre il limite e si ribelleranno, prima i cittadini poi , è inevitabile, dovrà intervenire lo stato .Sarà una guerra civile a bassa intensità . Il massimo dell' integrazione.

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    24 Aprile 2017 - 11:11

    Ieri sera,mentre parlava Macron dopo la vittoria parziale, il televisore si è dapprima coperto di rugiada e poi pian piano un gelo vitreo di ghiaccio ha coperto il video e solo l'ascolto continuava a funzionare: brrrrrr che cold vacuum! Aspetto la Sua politica quando si sviluppera verso l'interno dopo le elezioni nel parlamento (richieste di supporto) e, sopratutto, verso l'Unione europea. Se, con Macron all'Eliseo, parte un tandem coeso Francia-Germania allora per l'Italia, se non cambiera marcia (en march su parametri economici), saranno "lazzi" amari e la serie B europea diventa probabile. Intanto, bovinamente,noi speriamo che un tandem Macron e il mitico "Kapò" Schulz sia più clementi con i nostri problemi di rientro economico nelle future manovrone che ci attendono. Ultima considerazione: New York, Parigi, Londra tutti elettori "En March" mentre Michigan e middle west e country, con la Francia profonda e diffusa, con le brughiere inglesi sono "En attendent" di Trump, May, Le Pen..

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    24 Aprile 2017 - 10:10

    VIVE MACRON !!!!

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  • maurizio guerrini

    maurizio guerrini

    24 Aprile 2017 - 08:08

    Tanto entusiasmo nel vedere una forza giovane che difende il vecchiume europeo può portare a cocenti delusioni. Molto probabilmente Macron vincerà, Le Pen ha poche possibilità di ripetere le sorprese elettorali di USA e GB, ma attenzione alle ubriacature elettorali da ingiustificata speranza di cambiamento perché la "novità", che tutti aspettiamo e sappiamo verrà per l'Europa dalla Francia, nasce per il momento da un vecchiume che dovrebbe morire come il seme che germoglia, ma che invece gode di una sospetta vitalità e continuità con il futuro.

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